Tacchi a spillo: da dove arrivano?

L’utilizzo di scarpe rialzate per signore iniziò dalle matrone greche e romane le quali, per sembrare più alte, indossavano scarpe dotate di un rialzo di sughero che comprendeva però tutta la suola della calzatura.
Roba attualissima, insomma…
Pensare che, nell’antica Roma, la prostituzione era legale e le prostitute venivano prontamente identificate, in primis,dai loro tacchi alti.

Nel 1400 in Turchia compaiono le “chopine”. Queste calzature avevano dei rialzi in sughero o in legno di 8-10 cm, ma talvolta arrivavano anche a 18-20 cm: in questo caso si richiedeva alle donne di usare bastoni o servi per aiutarle a restare in equilibrio.
Venivano indossate solitamente dal sesso femminile o da eunuchi.
Anche le concubine cinesi e le odalische turche indossavano scarpe alte, forse per impedire alle donne di fuggire dagli harem.
Nel secolo successivo vi è una larga diffusione di chopine tra i nobili veneziani, maschi e femmine,va detto però che allora la scarpa sinistra era identica alla destra per cui i tacchi risultavano molto scomodi e obbligavano i possessori a dondolarsi e ad assumere un’andatura piuttosto buffa.

Nel 1533 Caterina de’ Medici indossò i tacchi alti in occasione delle sue nozze con il duca di Orléans. Caterina era minuta rispetto al Duca e difficilmente considerata una regal bellezza. Si sentiva insicura di fronte a quel matrimonio combinato, sapendo che sarebbe stata la regina della Corte di Francia, ma soprattutto temeva la concorrenza con l’amante del duca, certamente più alta e parecchio più bella di lei, Diane de Poitiers. Stupì la nazione francese indossando delle scarpe con tacchi alti 7 cm che le davano un fisico più imponente e un seducente ondeggiare quando camminava. I suoi tacchi riscossero un successo enorme e, da allora, vennero associati con privilegio all’abbigliamento femminile.
Ma Diane de Poitiers rimase Diane…

Attorno al 1605 compare il primo listino prezzi che testimonia la diffusione dei tacchi in Europa. Ai tempi di Madame de Pompadour e Luigi XIV erano indossati solo dalla nobiltà e non venivano portati solo dalle nobildonne, ma persino lo stesso Luigi XIV amava farsi confezionare scarpe dal tacco riccamente decorato. Luigi XIV, di statura bassa, amava farsi più grande coi tacchi alti che, combinati alla sua parrucca, gli davano 30 centimetri in più!
Da qui, il tacco divenne simbolo di potere, autorità, ricchezza e prestigio. Si ornava la parte superiore della scarpa di rosette e di nastri molto costosi che fecero posto, al XVIII secolo, alle fibbie d’argento incastonate di pietre preziose. Le scarpe erano allora veri scrigni con pietre preziose sui contrafforti.
Nei secoli successivi il tacco perde importanza a favore di scarpe di seta. L’altezza della scarpa cade definitivamente con la caduta della monarchia. La rivoluzione francese livella tutti in basso.
Il ritorno in grande stile avviene a fine XIX : riappare infatti indosso a una cocotte parigina in un bordello di New Orleans. Notando l’incredibile potere sessuale di queste “scarpe francesi”, la padrona comanda le stesse per tutte le sue impiegate, finché, nel 1888, una manifattura di Massachusetts si lancia nella fabbricazione locale di tacchi. Così gli USA scoprono l’incredibile potere di seduzione di queste scarpe diaboliche, peccatrici, insomma.

La diffusione fuori dalla pratica erotica è da attribuire allo stilista Roger Vivier, il quale nel 1954 creò per Dior una scarpa con il tacco molto appuntito grazie all’utilizzo di una sottile asta d’acciaio. Vivier, aveva già lavorato con la innovativa Elsa Schiaparelli, e per Dior, si focalizzò sulla caviglia e sul piede,creando nuove forme di tacco tra i quali: il tacco a spillo.
C’è chi sostiene che l’origine sia italiana e in effetti nel 1953 case di mode nostrane come: Ferragamo, Albanese of Roma e Dal Co disegnavano e producevano scarpe con i tacchi a spillo.

Considerato come un simbolo di aggressione, di provocazione e di sensualità, il tacco a spillo diventa l’emblema del cattivo genere. Per molti anni i tacchi a spillo sono vietati negli aerei e all’entrata di certi edifici pubblici, si offre alle donne una borsa in cui mettere queste scarpe moralmente scorrette.
Eppure nessuna donna “fashionable” ne può fare a meno, sono indossati per ottenere l’effetto ottico di allungamento della gamba, dare risalto alla caviglia e maggior eleganza al piede. Ovviamente maggiore è l’altezza del tacco e minore è la stabilità della calzatura e la sicurezza dell’incedere. I tacchi a spillo tendenzialmente amici sinceri nel mascherare la vera altezza raggiungono fino a 17 cm.
Con l’aiuto della tecnologia e la scoperta di nuovi materiali gli stilisti si impossessano delle scarpe per farne capolavori d’equilibrio e di virtuosità. Roger Vivier inventa il tacco spina, a virgola, a bobina, a palla, a piramide o a lumaca, Jean-Paul Gaultier lancia la scarpa “millepiedi”. Christian Louboutin mette a punto tacchi dalle curve suggestive e suole di color rosso.
Ormai la loro funzione primaria è decisamente surclassata dalla moda e dall’arte. Le scarpe con i tacchi alti diventano vere sculture ai piedi.

Da http://www.liberaeva.com/

10 pensieri su “Tacchi a spillo: da dove arrivano?”

  1. Io sono totalmente incapace di camminare su qualsiasi tipo di tacco! Al massimo stivali e anfibi che non superino i 3/4 cm. E non mi piacciono nemmeno sulle altre: mi fanno ridere da matti quelle donne in bilico su tacchi vertiginosi che camminano in modo buffo e pericolante con la faccia di chi ha male ai piedi! Ma cosa ci vuoi fare: io sono una selvaggia e certe scomodità non le capisco;)))

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