Ultimo tango a Parigi e l’imburrata: come si distrugge un film culto

Ultimo tango a Parigi è un film del 1972: non ero ancora nata.
Essendo una cinefila accanita fin dall’infanzia, l’ho visto e rivisto durante la mia vita e francamente non mi è mai piaciuto molto. Sarà che per me Marlon Brando rimane lo Stanley Kovalski di “Un tram che si chiama desiderio”- mai ripetè in tutta la sua vita a mio parere una simile perfomance e non solo perché fosse a quel tempo in piena forma fisica – sarà che non amo Parigi, sarà soprattutto che trovo da sempre la scena del burro esilarante.
C’è un motivo naturalmente.
Tutto si rifà a un pomeriggio di Giugno del lontano 1982.
Avevo 5 anni , stavo con mia madre nella casa vecchia: in giardino, all’ombra della grande camelia, c’era un tavolino di vimini contornato di poltroncine dove lei e le sue amiche si ritrovavano durante la “villeggiatura” estiva.
Si chiamava ancora così nella mia famiglia.
Le signore parlavano sempre a voce bassissima:
-Si confessano- diceva la nonna
Io giocavo con il mio gattone dietro alla gigantesca ortensia , poco distante da loro quando:
-Ma, scusate, ve lo ricordate l’ultimo tango con la scena del burro?-
-Altroché…ma non funziona, ti dico- risatine chiocce delle inamidate signore.
Burro, si parlava di burro, la mia grande passione: pane, burro e marmellata di mirtilli..
Cosi mi avvicinai, nascondendomi dietro l’enorme cespuglio di fiori.
-Come non funziona…mica l’avrai provato spero-
-Perché spero? io – e la voce si abbassò-voglio provar tutto, anche Giovanni è d’accordo, ma figuratevi, neppure con la vasellina , è che lui ha…- e qui non capii più nulla.
Iniziarono a parlare a bassissima voce e io tornai a giocare col gattone.
Ma tant’è …quel film e quel burro mi rimasero impressi e ci rimunginavo sopra. Amavo già il cinema, avevo la raccolta completa di tutti i cartoni allora esistenti, più “West side story” e “Colazione da Tiffany “che avevo trafugato a zia Wanda e che guardavo di nascosto datosi che la nonna sorvegliava rigidamente la mia educazione.
Eppure questo film, dove ballavano il tango- a Parigi pure- e mangiavano burro, doveva essere una meraviglia: da grande sarei diventata una ballerina di tango, l’avevo già deciso.
Dovevo saperne di più a tutti i costi, quel burro e quel tango mi ossessionavano.
Ma mi inquietava l’idea di chiedere a mia madre; mio padre era lontano, come al solito.
Così decisi di rivolgermi a nonno Davide,¨un uomo molto silenzioso, quasi sempre immerso nelle letture più disparate.
-Nonno, posso chiederti una cosa?-
-Dimmi topolina mia… vieni qui in braccio dal tuo nonno, vieni-
-Nonno ma tu l’hai visto un film dove ballano il tango e mangiano burro?-
-Di stupidaggini è maestra la tu’ nonna, chiedilo a lei, amorebello- e poi mettendomi a terra con foga:
-Oh madonnina, madonnina, Armidaaaaaa- Armida è la mia nonna di Livorno
-Eccomi non strillare, che c’è?-
-Vieni qui subito, senti la bimba che vuole, ma che dite di fronte a questa creatura, m’ha chiesto di quella sporcaccionata parigina del tu’ amico Bertolucci, vai, bel cinema…-

Rimasi assai confusa, non capivo, forse si erano impiastricciati col burro, in quel film,e non bisognava mai sporcarsi a tavola, questo lo sapevo.
Allora la mia nonna mi prese in braccio brontolando:
-E questa l’è la tu’ mamma con quelle oche delle su’ amiche, vai-
poi:
-Tesoro quel film non s’à da vedere, perchè il burro non l’è di quello bono, di fattoria, l’è inquinato e poi quei trogoli di attori si sporcan dappertutto e il burro va per terra e quelli che ballano ci finiscono sopra, scivolano e muoiono; muoiono tutti –
-Ma nonna allora perché l’amica di mamma dice che l’ha provato quel burro? se è cattivo e fa male e si cade…-
-Perché lei lì l’è stupida, il cervello l’ha venduto all’asta e pure il su’ marito; quindi del tango a Parigi, che l’è una citta bruttissima e piove sempre, non si parla più. Non vale la pena.
Vieni topolina che nonna ti fa una bella cioccolata col fondente, oggi niente burro; poi alla tu’ mamma ci parlo io, povera creatura, sempre co’ grandi, ecco i risultati-
Addio erotismo, addio dissacrante scena dell’imburrata.
Quel pomeriggio lontano mi ha distrutto un capolavoro-forse- di film.

24 pensieri su “Ultimo tango a Parigi e l’imburrata: come si distrugge un film culto”

  1. ..Ahahahahahah carotina mia, che mitica che sei!! Eran giorni che non ridevo con tale leggerezza, grazie…
    ..forse, per rimediare un cicinin, dovresti rivederlo in adeguata compagnia, chissà che tu non recuperi…..la performance… 😇
    ..baci gioia mia, e buona giornata a te…

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  2. Anch’io pensavo che fosse un film drammatico su dei ballerini di tango! Poi l’ho visto (da grande perché quando é uscita non ero ancora nata neanch’io) e non mi é piaciuto per niente Poi ho saputo la storia drammatica dell’attrice a da allora mi fa proprio schifo!Bertolucci preferisco ricordarlo come regista di Piccolo Buddha

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  3. Molti anni fa ho letto da qualche parte che Brando fece promettere alla moglia di non vedere mai e per nessuna ragione quel film. Chissà perchè ho sempre pensato che se un attore si vergogna così tanto di un film da non volerlo mostrare alla compagna, quindi ad una persona alla quale voleva bene, non vale davvero la pena vederlo. Infatti non l’ho mai visto.
    Ciao, buona settimana!

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