Le grucce dei mille incontri

venezia

Quando nella mia notte
di mezzo
incontrerò le tue dita
e i miei fianchi
si tenderanno a tagliarti
come scimitarre
affilate dal roco respiro
dell’averti
dietro i morsi delle ore da dimenticare
allora mi svestirò del tuo amore
perché altri vestiti m’aspettano
sulle grucce
dei mille incontri
come fossimo stati amanti
di una sola notte.
Ora qualcuno canta la canzone
dedicata
agli amorinonamori
quelli di un paio di labbra
abbandonate sull’asfalto sporco
ciottoloso
con le unghie scrostate
ma le parole le sa appena.
Eppure mi piace illudermi
che nel tradirlo io ti abbia amato
come non mai:
quando mi sussurravi che prima o poi
saresti morto
per rinascermi dentro
e allora sarebbe stato
[saremmo stati]
per sempre.

15 pensieri su “Le grucce dei mille incontri”

  1. quando finalmente la notte
    non farà più paura
    ed il mare sulla battigia
    risucchiando a se le ombre
    come cadaveri nella notte
    il mio sentirti umile
    spogliata ancella
    che la luna
    rende a me argentee
    le tue fattezze
    canterò il sublime desiderio
    del marinaio che sfida l’oceano
    e muore nel mare salato
    felice nel suo compimento
    ma ogni notte si fa onda
    sullo scoglio
    per cingerlo e risucchiarlo
    e restituirlo al primo
    raggio del mattino
    ma nella notte di mezzo
    tu sarai dell’oceano
    li sarai mia

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