Idiozia,malignità e cattiveria non sono in Rete ma dentro di noi: il p.c. non ci protegge da noi stessi

Lo schermo del p.c. ci fa sentire sicuri e protetti, solo che non ci protegge da noi stessi: così che arriviamo a mostrarci in tutta la nostra pochezza. Parlo dell’idiozia, cattiveria e malignità che attraversa la rete.
E’ un argomento di cui non ho mai parlato, lo faccio oggi, visto quello che ho letto negli anni nei diversi network e portali. La Rete è un mezzo, non ha intenzione,non ha il potere di rendere la gente scema o cattiva. Ha il potere di far parlare individui di tal fatta, ma non è certo lei a suggerir loro le parole.
Allora possiamo magari chiederci come mai in web queste persone, che probabilmente nella vita reale non avrebbero il coraggio di esprimere fino in fondo la loro lampante idiozia-termine cumulativo- si sentano
legittimati a farlo. Anche questo è un fenomeno vecchio, che attraversa la vita dell’uomo dalla notte deitempi. Gustave Le Bon al proposito esprime un concetto che trovo interessante:- Nelle folle, anche virtuali,semplicemente si verificano fenomeni che “abbassano” la razionalità degli individui, accentuando un senso di irresponsabilità e quindi onnipotenza grazie al quale si sentono protetti e legittimati a fare qualsiasi cosa-
Sono i frustrati, i bulli, i golpisti, i creduloni, quelli coccolati dall’irreponsabilità delle stupidagginiche vanno dicendo, in virtù di un credo grazie al quale sono convinti di non aver nulla da perdere né da temere.
Come si combatte questo fenomeno? Con la cultura. Posto che a qualcuno convenga combatterlo, cosa che oggi non sembra proprio debba avvenire.

17 pensieri su “Idiozia,malignità e cattiveria non sono in Rete ma dentro di noi: il p.c. non ci protegge da noi stessi”

  1. Purtroppo, molte persone, usano il web per tirar fuori la parte peggiore di sè stessi, quella che nella
    realtà, tengono ben celata….
    Buongiorno viky,silvia

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  2. “Un individuo nella folla è un granello di sabbia fra altri granelli di sabbia, mossi dalla volontà del vento”.
    Gustave le Bon

    Buongiorno Viki, che bello leggere Gustave le Bon di prima mattina, sono d’accordo su tutto, è la mancanza di cultura che ci rende schiavi delle nostre frustrazioni interiori.
    serena giornata… 🙂

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  3. si credo siano persone in qualche modo frustrate… che in modo così diciamo in rapporti non visivi non diretti … scrivono cose che nella realtà non virtuale .. non direbbero ,essi vivono in una introversione che rigettano sul web…..
    però diciamo che non tutto fortunatamente è così perchè il vituale fa conoscere fa condividere esperienze eventi ed è un mezzo veloce di comunicazione … per chi lo vive in maniera positiva è bellissimo ….
    si cultura come dice nico ma anche controllo da parte delle autorità competenti per reati informatici…. poi sulla imbecillità e idiozie .. cercare di isolarli .. la miglior arma è l’indifferenza pian piano scompaiono da se….

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      1. ecco mi son sempre chiesto senza mai approfondire le nuove parole cosi che ancor oggi non conosco la specifica di trolls.. e qui le mi bimbe dicono ned .. booo…

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      2. il troll è tipico della mitologia norrena: trattasi di essere umanoide che vive nel folto delle foreste nordiche, generalmente di natura maligna, tipo le leggende in cui si narra di troll che rubano i bimbi dalle culle…tra l’altro ho sbagliato io, la s finale , all’inglese, non ci vuole, credo, anche se ci sono i Trolls gruppo musicale 🙂

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  4. Il web è nato per la voglia di condividere la cultura, ciò che ci è nascosto e ciò che era godibile solo da pochi eletti. Purtroppo ha anche creato la maschera perfetta per una grande massa di vigliacchi e disturbatori, che non hanno più bisogno di mostrare la mano per lanciare la pietra. Combatterli??? Basterà l’indifferenza!

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  5. Il web è solo una grande piazza di paese. Vai in giro e trovi tanta gente, trovi amici, conoscenti, diversi bar dove in uno si suona e in quell’altro ci vai in tiro perché altrimenti non ti fanno entrare. La gente è sul web come è in piazza. Cambia il linguaggio e il mezzo ma poi è la stessa cosa. Certo il mezzo aiuta a nascondere le facce ma non le intenzioni, e chi è un “disturbatore” nella vita poi amplifica il disturbo grazie al mezzo, cioè il web. Io scrivo cose diverse su FB e su WP, ma perché diversi sono gli amici, e la pazienza/interesse che trovo su WP è sicuramente diversa da quella di FB. Trovo persone che demonizzano il web e non riesco a fargli capire che il web amplifica solo gli atteggiamenti ma non cambia i caratteri.

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