L’Oscar per le esecuzioni capitali va all’Arabia Saudita: una ogni due giorni

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Secondo un rapporto pubblicato da Amnesty International, “Uccidere in nome della Giustizia”, l’Arabia Saudita ha giustiziato almeno 175 persone negli ultimi 12 mesi: una media di una ogni due giorni, la maggior parte è stata decapitata.
In alcune occasioni le esecuzioni avvengono in pubblico e la testa della persona decapitata dal boia o il suo cadavere vengono esposti agli occhi di tutti i cittadini.
Spesso, sottolinea Amnesty International, tra le persone giustiziate si contano anche minori e persone con disagi mentali. Gli stranieri rappresentano la metà dei condannati e a loro è spesso negato l’accesso a un servizio di traduzione; così finiscono spesso per firmare “confessioni” di cui non capiscono il contenuto.
Il sistema giudiziario del regno si basa su una rigida interpretazione della Shari’a,la legge islamica: così la definizione dei reati e delle pene relative resta vaga e ampiamente lasciata all’interpretazione dei giudici.
In tal modo si hanno sentenze contraddittorie e talvolta arbitrarie.
Viene applicata la pena di morte per una serie di reati tra cui omicidio, stupro e traffico di droga ma molto spesso, per l’interpretazione personale dei giudici di cui sopra anche i sospettati subiscono lo stesso destino dei copevoli.
Secondo Amnesty International negli ultimi 30 anni sono state giustiziate nel Paese almeno 2.208 persone.
Un bel mondo vero?

6 pensieri su “L’Oscar per le esecuzioni capitali va all’Arabia Saudita: una ogni due giorni”

  1. Dal sito di RaiNews:
    Alla Cina il primato delle esecuzioni
    Nel 2014 la Cina ha effettuato almeno 2.400 esecuzioni capitali, pari circa al 67% del totale mondiale, e nei primi sei mesi del 2015, almeno 1.200, confermando il triste primato di Paese boia, segnala il rapporto. La Cina ha il primato di esecuzioni, anche se, dal 2007 si registra un adiminuzione dei casi dovuta all’entrata in vigore della riforma in base alla quale gni condanna a morte emessa da tribunali di grado inferiore deve essere rivista dalla Corte Suprema.
    E’ l’Iran a mettere a morte più persone pro capite
    Nei due anni di presidenza di Hassan Rouhani, dal 1 luglio 2013 al 30 giugno 2015, in Iran sono stati giustiziati quasi 2.000 prigionieri, denuncia Nessuno Tocchi Caino. Nel 2014 sono state eseguite con almeno 800 condanne capitali eseguite nel 2014, pari al 16,5% in più rispetto alle 687 del 2013. E sempre nel 2014, l’Iran è stato il solo Paese a registrare esecuzioni di minorenni: almeno 17.
    Aumentano i casi in Arabia Saudita
    Il numero di esecuzioni ha raggiunto il suo livello più alto degli ultimi cinque anni: nel 2014 sono stati almeno 88 i condannati a morte, mentre nel 2015 (al 30 giugno) almeno 102, contro i 78 del 2013. L’ondata di esecuzioni sia iniziata verso la fine del regno di Re Abdullah, morto il 23 gennaio scorso, ed è proseguita con il suo successore, Re Salman, promotore di una politica di “legge e ordine”, in particolare nei confronti dei trafficanti di droga. Circa la metà delle esecuzioni sono infatti state effettuate per reati di droga. Le sentenze vengono eseguite per decapitazione –
    See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/caino-092d4685-287b-4be6-b27e-949d8c688665.html

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