“Dio di illusioni” di Donna Tartt

dioillusioni

Non recensisco i libri che leggo, troppo personali, spesso, la mia interpretazione e conseguente giudizio, inoltre lascio questo “esercizio” a chi è del mestiere.
Ma oggi faccio una eccezione per “Dio di illusioni” di Donna Tartt, perdonatemi 🙂 : ho appena finito di rileggerlo per la decima volta, credo, e mi ha intrigato come fosse la prima.
Ve ne parlo, per invogliarne la lettura di chi ancora non lo conoscesse.

Richard Papen, un giovane studente squattrinato in cerca di gratificazioni sociali e intellettuali che riscattino le sue condizioni di piccolo borghese cresciuto in un anonimo paese della california arriva ad Hampden, un raffinato collegio del Vermont.
E’ al settimo cielo quando riesce, mentendo sulle sue origini, ad entrare nella più esclusiva classe delcampus formata da 5 studenti dall’aria misteriosa e inafferrabile che seguono un corso di greco antico.
I 5, eleganti, intelligenti, aristocratici e blasé, esponenti di una gioventù ricca e viziata,sembrano personaggi di un romanzo.
E estremamente fascinoso è anche l’insegnante,Julian Morrow,splendido oratore ed esteta raffinato, che esercita sugli studenti una forte seduzione spirituale guidandoli alla scoperta del mondo Antico in una ricerca ossessiva della Bellezza.
Seguono per Richard intense ore di studio, disquisizioni letterarie nonché languorosi week-end in vecchie ville di campagna tra stordimenti alcolici e sottili giochi d’amore: in tal modo i legami tra i ragazzi si rafforzano in una sorta di inquietante complicità fino a che, da inspiegabili episodi che mano a mano si chiariscono , viene a galla una terribile verità: alcuni componenti del gruppo, in una notte di esaltazione e di follia, di autentica estasi “dionisiaca”, si sono macchiati di un crimine orribile per nascondere il quale è ora necessario commetterne un altro, ancora più spietato.
Nel groviglio dei fatti che seguono esplodono conflitti che mettono a nudo intrecci inestricabili di odio e passioni, droga e abuso di stupefacenti, nonché incesto e omosessualità.
Così, in un vertiginoso crescendo, le angosce e i sensi di colpa che tormentano i protagonisti conducono all’inatteso sconvolgente finale.
Dio di illusioni per me è un libro “folgorante”in cui si intrecciano molteplici temi:i travagli di una gioventù in bilico tra una sessualità trasgressiva e pulsioni di morte, i pericoli del distacco intellettuale ed il culto di sé nonché le laceranti contraddizioni della società americana.
Insomma assolutamente da leggere…

12 pensieri su ““Dio di illusioni” di Donna Tartt”

  1. lo dici con talmente enfasi che prende la curiosità … dal tuo piccolo spaccato sembra una gioventù bruciata dal troppo avere l’individualità ne esce battuta dalle leggi ricche dell’epoca …. inversamente in italia la gioventù bruciata è proprio il contrario mancanza di valori per povertà che affiora in una società adagiata …..
    scusa ma è solo un’intrpretazione .. magari il romanzo ha tutti altri concetti … cmq .. la curiosità me l’hai fatta venire a me che leggo molto poco …… ciaooooo 😀

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