“La foresta degli dei” di Stanis Mulas, un gioiello di libro pressoché sconosciuto

foresta dei

 

Stanis Mulas è uno studioso di preistoria mediterranea: ha scritto sull’argomento due libri pressoché sconosciuti che meritano di essere letti, almeno secondo me che amo il fantasy su basi storiche: uno è  quello di cui ora vi parlerò, l’altro è   “L’uomo dei Balzi Rossi”, affascinante lettura senza ombra di dubbio, anche se io preferisco “La foresta degli dei”.

Nell’immaginifico di molti l’uomo delle caverne è un essere irsuto e animalesco,in grado di provare solo emozioni fondamentali, incapace di sentimenti complessi.
Però se avete avuto la fortuna di ammirare in un museo l’abile fattura di collane di perle di ossidiana oppure i corredi funebri di alcune sepolture- pensate a quel povero bimbo ligure delle Arene Candide inumato diecimila anni fa avvolto in una pelliccia composta da 400 morbide code di scoiattoli- dovete ricredervi.
Uomini capaci di tanta pietà, abilità e amore dovevano essere molto più vicini a noi di quanto crediamo .
Questo è il messaggio trasmesso da Stanis nel romanzo che si colloca nella Sardegna del Neolitico, quando l’Isola era coperta da sterminate foreste dove un piccolo nucleo di cacciatori del “Rifugio” vive, ama, combatte e muore.
Le loro armi sono lunghe aste di legno dalla punta indurita dal fuoco, coltelli di selce e, per gli arcieri del gruppo, frecce con punta di ossidiana.
Non sono artigiani, non costruiscono nulla e per questo, al termine della stagione di caccia,attraversano le foreste per incontrare gli “Uomini del baratto”, avventurosi e astuti carovanieri che percorrono l’isola fornendo, contro le pelli pregiate, non solo manufatti indispensabili ai cacciatori ma anche monili per le loro donne nonché l’ “Acqua di fuoco”che bevuta dagli uomini e donne del Rifugio li rende liberi da ogni regola per una notte, durante l'”Orgia”.
La vita del gruppo, scandita dall’eterno presentarsi delle stagioni, viene sconvolta qaundo lo Straniero approda nella piccola insenatura sulla quale si aprono le caverne del Rifugio.
Il resto è sorpresa…che fa del libro una lettura davvero avvincente.
Frutto di una precisa e documentata ricerca d’ambiente,l’opera di Mulas unisce al gusto del romanzo di azione e avventura la credibilità dei personaggi e preziose informazioni sulla vita di un mondo preistorico sul quale la ricerca moderna continua a fornirci sempre nuovi elementi.

Buona lettura!

4 pensieri su ““La foresta degli dei” di Stanis Mulas, un gioiello di libro pressoché sconosciuto”

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