La scommessa (Epilogo)

strega1

Quando emersi dal vestito in equilibrio su un paio di sandali dal tacco alto e sottile per guardarmi allo specchio grande, così lunga, rossa e succinta, mi piacqui tanto da baciarmi appassionatamente attraverso il cristallo.
Infine con il trucco leggero, in evidenza le labbra color rosso-lacca rese ancor più lucide dal Gloss, mi sentii sicura della vittoria, eccitata e ansiosa in attesa dell’arrivo di Roman.
Ma quando suonò alla porta e mi ebbe di fronte, ebbi la netta sensazione che le mura della fortezza fossero state nel frattempo fortificate. Mi disse che ero bellissima, guardandomi con curioso distaccato interesse.
Il locale dove andammo l’avevo scelto io, lo conoscevo molto bene; appena fuori Edimburgo, era raccolto, intimo, soft insomma: le luci discrete, i clienti scelti mentre il padrone, un francese di nome Antoine era un uomo di mezza età molto galante che godeva di tutta la mia simpatia.
In macchina accavallai le gambe con ostentazione sbirciando Roman: vidi i suoi occhi guardarmi furtivamente mentre chiaccheravamo del più e del meno.
Arrivati a destinazione, mi accorsi del serpeggiare improvviso tra la popolazione maschile del ristorante di un notevole vivace interesse nei miei confronti.
A dir la verità se gli sguardi degli uomini presenti fossero state spade, sarei caduta stecchita dopo i primi passi.
Erano soprattutto le lunghe gambe nude a calamitar l’attenzione dei compassati scozzesi.
Ci accomodammo e continuammo la conversazione iniziata in auto: parlavamo di genetica , un argomento che mi affascina moltissimo. I suoi occhi si soffermavano sulle mie labbra, sui seni e sulle mani, che sono la parte del corpo di cui vado più orgogliosa; ho dita lunghissime e sottili, che so usare molto bene in una conversazione tanto che paiono avere un loro linguaggio.
Ero incerta sul come stesse procedendo la mia opera di seduzione: la fortezza pareva mostrar qualche varco, sì, ma molto ben custodito. Mentre attaccavo svogliatamente il piatto di verdure grigliate arrivò il cameriere con un vassoio d’argento: sopra era adagiata una splendida rosa rossa accompagnata da una piccola busta dorata; me lo porse dicendo:
-Madame, da parte di monsieur Antoine…-
Presi la rosa mormorando un grazie e lessi il biglietto ad alta voce, dopo aver spiegato a Roman che Antoine era il padrone del locale nonché mio caro amico:
-Una rosa per la mia bella rosa rossa preferita: A. –
-Come è gentile, ha ragione. Stasera sono l’uomo più invidiato, tu sei davvero una splendida rosa rossa-

Fu allora, mentre Roman pronunciava queste parole, che la diagnosi esatta brillò nella mia mente: un lampo, sì, era così, dal suo tono di voce, dallo sguardo, dal movimento delle mani….
Non mi stavo sbagliando, ora dovevo sapere, verificare, altrimenti la curiosità mi avrebbe ucciso.
Così mi chinai in avanti e con fare da cospiratrice mormorai, attaccando il nemico di fronte:
-Roman ti devo rivelare un segreto. Tu mi piaci troppo, non posso più giocare così sporco.
Ho scommesso con Sarah 20 sterline che sarei riuscita a portarti a letto, insomma avrei dimostrato che anche tu sei come gli altri e che la fedeltà maschile è un optional –
Non dimenticherò mai il suo sguardo: prima attonito, poi divertito, infine scoppiò a ridere, fino ad avere le lacrime agli occhi.
-Anche io ti devo confessare un segreto Fede, una cosa che qui nessuno sa, ma a te lo dico, sono sicuro che non mi tradirai.
Perché troveremo un accordo e sarà divertente, molto.
Del resto tra un mese mi trasferisco a Londra, addio Edimburgo.
Io sono gay, credo di averlo sempre saputo , ma non volevo accettarlo. Mi sono anche sposato, poi..beh la solita storia.
Divorzio e scelta definitiva tra i due sessi , anche se per ovvie ragioni, che tu comprenderai benissimo, per ora non posso dichiararmi. Allora vogliamo recitarla questa commedia e farti vincere la scommessa?-

La mia diagnosi arrivata così, improvvisa come un lampo, a sensazione, a pelle, si era dimostrata esatta.
Ma non lo avrei mai tradito, anzi , ora che si era “confessato” lo apprezzavo ancora di più.
-Roman, per vincere le venti sterline con Sarah devo passar la notte a casa tua; domani mattina presto mi dovrai riaccompagnare da lei recitando in modo impeccabile. Sarah è molto intelligente e adesso ti tocca anche esser carino con me, perché Antoine, il padrone, è una spia della mia amica. Vogliamo iniziare lo spettacolo?-
-Con enorme piacere, Fede, sono pronto-
Fu così che Antoine, dalla sua postazione potè godersi tutta una serie di romanticherie da manuale: carezze sulle mani, dita intrecciate, Roman si spinse perfino ad accarezzarmi una gamba sotto il tavolo.
Parlammo degli affreschi del Pisanello in S.Anastasia a Verona occhi negli occhi, mentre lui mi accarezzava lentamente le labbra con un dito. Quando ci preparammo ad andarcene il suo bacio sul collo fu così verosimile,”compreso”nella parte, da farmi rabbrividire di piacere.
Poi andammo a casa sua, dove trascorremmo il resto della notte a parlare, gli confidai cose mai dette a nessuno e così fece lui.
Stavamo davvero bene insieme: la nostra profonda amicizia che continua tutt’ora iniziò così.

Comunque fu una Fede sfinita e con le occhiaie ma trionfante quella che Roman riaccompagnò a casa di Sarah la mattina dopo. La mia amica non ebbe bisogno di spiegazioni: gli offrì un caffè che lui rifiutò decisamente dicendo che doveva correre in Università con un sorriso tra il lascivo e il complice, mentre io mi chiudevo in bagno, dopo aver doverosamente baciato Roman a lungo sulla bocca.
Quando ne uscii trovai le venti sterline di Sarah sul tavolino.
Era andata a lezione.

La nostra storia continuò: fu Roman a farmi scoprire le Higlands. Infatti due giorni dopo partimmo per un breve giro nella terra di Highlander; il viaggio fu interpretato come una fuga romantica , una specie di viaggio di seconde nozze, per lui.
Così ancor oggi io per Sarah e gli amici di Edimburgo sono quella che ha conquistato l’uomo più affascinante e fedele del mondo, l’inconquistabile, un’impresa degna di grande ammirazione e stima.
Un mito insomma e tale resterò 🙂

FINE

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