DOLCENERA-Fabrizio De André,1996- Una canzone non facile da interpretare

Dolcenera è uno dei testi con il maggior numero di livelli di interpretazione di De André.Quello più evidente riguarda la scena apocalittica dell’alluvione di Genova del 7 e 8ottobre 1970 , una tremenda catastrofe naturale che ha visto oltre 2000 sfollati e 44vittime di cui 35 morti.
Il coro dei genovesi travolti che intonano in dialetto le esclamazioni di stupore e gliallarmi per la pioggia, contribuisce a rendere la drammaticità dell’argomento trattato,non a caso ricorda i controcanti delle tragedie greche.
La morte portata dall’alluvione contrasta con l’amore, quello dei cittadini che siprendono le mani per aiutarsi dopo la catastrofe ma anche quello adultero del protagonistae della “ moglie di Anselmo” che instilla toni più dolci, a tratti anche erotici.Dolcenera è anche la passione stessa che inonda la quotidianità senza guardare le conseguenze, una passione fredda come un dolore perché insensibile al dolore causato alsuo passaggio.

Il testo con la sua interpretazione:

Amìala ch’â l’arìa amìa cum’â l’é
amiala cum’â l’aria ch’â l’è lê ch’â l’è lê
amiala cum’â l’aria amìa amia cum’â l’è amiala ch’â l’arìa amia ch’â l’è lê ch’â l’è lê

(Guardala che arriva guarda com’è com’è
guardala come arriva guarda che è lei che è lei
guardala come arriva guarda guarda com’è
guardala che arriva che è lei che è lei )

Nera che porta via che porta via la via
nera che non si vedeva da una vita intera così dolcenera nera
nera che picchia forte che butta giù le porte

L’acqua, così nera e fangosa come non si era mai vista, travolge tutto con la suaviolenza, distruggendo la strada e sfondando le porte

nu l’è l’aegua ch’à fá baggiá
imbaggiâ imbaggiâ

(Non è l’acqua che fa sbadigliare
ma chiudere porte e finestre chiudere porte e finestre )Non è una semplice pioggerella dai toni quasi malinconici che tra gli sbadigli infondetranquillità, ma è il diluvio violento che porta paura e che costringe a prenderevelocemente precauzioni

Nera di malasorte che ammazza e passa oltre
nera come la sfortuna che si fa la tana dove non c’è luna luna
nera di falde amare che passano le bare

Nera come la disgrazia che trascina dietro di sé la morte senza guardarsi indietro, neracome la sfortuna di chi si è ritrovato in posti come le cantine, trasformateall’improvviso in vere e proprie trappole, nera perché insensibile ai cadaveri nelle bare e al vuoto che lascia negli animi dei cari.

âtru da stramûâ
â nu n’á â nu n’á

(Altro da traslocare
non ne ha non ne ha)

Ha portato via tutto e non è rimasto più niente

Ma la moglie di Anselmo non lo deve sapere
ché è venuta per me è arrivata da un’ora
e l’amore ha l’amore come solo argomento
e il tumulto del cielo ha sbagliato momento

La moglie di Anselmo ha un appuntamento con il protagonista perciò non deve sapere lagravità di ciò che sta per succedere perché l’amore è il suo unico argomento, e tutto ilresto, compreso il tumulto del cielo, non è così importante da riuscire a fermare la suadeterminazione.

Acqua che non si aspetta altro che benedetta
acqua che porta male sale dalle scale sale senza sale sale
acqua che spacca il monte che affonda e terra e ponte

Acqua maledetta che nessuno vorrebbe incontrare, acqua che porta solo sofferenza. Salesulle scale perché aumenta sempre più il suo livello ma è senza sale perché non è acqua marina ma proviene dal monte. Trascina la terra e distrugge i ponti, sia quelli reali comeil grande e resistente ponte di Sant’Agata, sia quelli figurati che mantenevano incontatto le persone.

Nu l’è l’aaegua de ‘na rammâ
‘n calabà ‘n calabà

(Non è l’acqua di un colpo di pioggia
ma un gran casino un gran casino)

ma la moglie di Anselmo sta sognando del mare
quando ingorga gli anfratti si ritira e risale
e il lenzuolo si gonfia sul cavo dell’onda
e la lotta si fa scivolosa e profonda

Ma l’acqua vuole arrivare fino al mare così come la donna vuole arrivare dal suo amante-mare, e il suo ondeggiare ricorda l’amore sotto le lenzuola. In realtà però è travolta dall’alluvione e sta morendo tra le altre vittime

Amiala cum’â l’aria amìa cum’â l’è cum’â l’è
amiala cum’â l’aria amia ch’â l’è lê ch’â l’è lê

(Guardala come arriva guarda com’è com’è
guardala come arriva guarda che è lei che è lei)

Acqua di spilli fitti dal cielo e dai soffitti
acqua per fotografie per cercare i complici da maledire
acqua che stringe i fianchi tonnara di passanti

acqua che sgorga dal cielo e dai soffitti,
acqua immortalata nelle fotografie usate per cercare i responsabili di danni che potevanoessere evitati, l’acqua che con la sua indifferenza stringe i fianchi (allusione erotica) agli uomini intrappolati e destinati a morire come i pesci stretti nelle reti durante la mattanza

âtru da camallâ
â nu n’à â nu n’à

(Altro da mettersi in spalla
non ne ha non ne ha)

Oltre il muro dei vetri si risveglia la vita
che si prende per mano
a battaglia finita

Le persone iniziano ad uscire fuori nascosti dietro le barricate di cocci, e ritrovanol’affetto e la compassione prendendosi per mano come fa questo amore che dall’ansia di perdersi
ha avuto in un giorno la certezza di aversi quel sentimento come il loro amore che ha trovato la certezza della sua esistenza grazie alla paura di perdersi durante il tragitto pericoloso

Acqua che ha fatto sera che adesso si ritira
bassa sfila tra la gente come un innocente che non c’entra niente
fredda come un dolore Dolcenera senza cuore

L’acqua che è arrivata fino alla sera e che inizia a scomparire,
sfila bassa tra le persone come se fosse innocua perché ora non è più una minaccia. Ementre scivola via scoprendo le disgrazie sommerse rimane insensibile, indifferente,fredda come un dolore

Atru de rebellâ
â nu n’à â nu n’à

(Altro da trascinare
non ne ha non ne ha)

E la moglie di Anselmo sente l’acqua che scende
dai vestiti incollati da ogni gelo di pelle
nel suo tram scollegato da ogni distanza
nel bel mezzo del tempo che adesso le avanza

La moglie di Anselmo “sente” l’acqua che scende perché è morta e i vestiti le rimangonoincollati sul suo freddo cadavere, in un posto senza luogo e senza tempo. Il tram non è reale perché dal 1966 a Genova non circolavano più i tram, ma è un modo per evocare il viaggio e il tempo ora le avanza perché è nel sonno eterno e questo contrasta con lagrande fretta che aveva all’inizio per vedere il suo amante

così fu quell’amore dal mancato finale
così splendido e vero da potervi ingannare

Così “fu” perché è un amore che non vive nel presente, un amore puro che non si èconsumato, eterno perché mai terminato, bellissimo quasi da sembrare finzione.

Amìala ch’â l’arìa amìa cum’â l’é
amiala cum’â l’aria ch’â l’è lê ch’â l’è lê
amiala cum’â l’aria amìa amia cum’â l’è
amiala ch’â l’arìa amia ch’â l’è lê ch’â l’è lê

(Guardala che arriva guarda com’è com’è
guardala come arriva guarda che è lei che è lei
guardala come arriva guarda guarda com’è
guardala che arriva che è lei che è lei)

 
(Claudia Adamczuk)

Da http://tiraccontounacanzone.altervista.org/

9 pensieri su “DOLCENERA-Fabrizio De André,1996- Una canzone non facile da interpretare”

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