Non basta comprare un pennello per essere un pittore, e nemmeno una macchina fotografica per essere un fotografo…

studio

Genitori che hanno fatto sacrifici per una vita  per  poter mandare i propri figli nelle migliori scuole; l’illusione di garanzie e certezze, che ormai sbiadite dall’eco del tempo urlano a squarciagola: -C’è crisi!, C’è crisi!-
Il tonfo silente della pergamena arrotolata sul fondo del cassetto, vederla appesa è troppo doloroso quando si indossa la divisa del lavoro. Un tempo non lontano, quelli con requisiti addirittura molto inferiori a quelli odierni, venivano considerati i colti supereroi di questa nostra nazione.
Al bar era tutto un -Buongiorno, dottore! Tutto bene, ingegnere? Come sta,architetto?-
Quindi? È inutile fare lunghi ed estenuanti percorsi didattici? No, tutt’altro! Non basta comprare un pennello per essere un pittore, e nemmeno una macchina fotografica per essere un fotografo (questo se lo sono scordati davvero in tanti!)… un percorso di studi con la giusta passione e dedizione sono la differenza tra trovare un lavoro e non trovarlo. Come i social e i reality show anche le scuole sfornano a macchinetta nuovi attori nel mercato del lavoro ma di questi ben pochi hanno la preparazione e la dedizione per andare avanti.

Anwar Maggi di Bastardidentro

Eccola la cruda realtà, anche questa è crisi 👿

32 pensieri su “Non basta comprare un pennello per essere un pittore, e nemmeno una macchina fotografica per essere un fotografo…”

  1. Nel mio settore ancora si regge (le paghe sono buone e le mance non mancano) ma la crisi si sente…e parlo di ambienti ove trovi persone tutte competenti nella Ristorazione (dal cameriere al direttore, passando per chef esecutivo e responsabile delle vendite). È dura là fuori!

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      1. Nei posti alti richiedono solo perone formate nelle scuole alberghiere o almeno, nei corsi professionali di base. Sono molto severi nel mio settore!

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      2. In gamba no ma con le giuste preparazioni si. La base c’è comunque. Poi certo, uno chef di trattoria può essere più bravo perché fa una cucina più adatta alla gente, rispetto ad uno chef di alta cucina che fonde sapori e magari non piace a tutti ma poi, dopo le preparazioni…arrivano i gusti personali.
        In entrambi fai però, hai Arte. Nel mio settore occorre avere una vena artistica, una volta ho fatto un cuore col cappuccino. 🙂

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  2. É vero anche il contrario:ho tantissimi ex studenti,validissimi,che si sono laureati e che faticano a trovare un lavoro inerente ai loro studi. Al massimo camerieri,call center e altri lavoretti sottopagati. Fai sacrifici per studiare,ci metti tutto te stesso e poi….

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  3. … io ho una età che mi fa ricordare anche : “buongiorno Ragioniere” (che sentivo quando ancora non lo ero 😉 )
    solo per dire che già la scuola superiore 50 anni fa era un gran percorso di emancipazione culturale;

    tutto vero quello che dite ma io credo che la scuola oggi non sia paragonabile (a nessun livello) a quella di quel periodo, come qualità di formazione intendo …
    da quando è iniziato a “circolare” il 6 politico dalla scuola sono “usciti” una frotta di “colti ignoranti” …

    http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/12/13/rai-gaffe-a-leredita-hitler-cancelliere-nel-1979/258165/

    e se non bastasse ricordo alcune interviste fatte in strada … risposte sconcertanti …purtroppo 😦

    ciao 🙂

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    1. no claudio, spiego: in gran parte hai ragione ma in seppur piccola perte no: anche oggi ci sono studenti che vogliono conoscere,che si impegnano, che fanno domande…sempre che abbiano l’insegnante giusto. giovani con una cultura “onnivora” io ne conosco due, 28 e trentanni che, infatti, occupano già posti prestigiosi e senza calci nel kiul. ciauuu

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      1. ovvio Viki che il mio è un discorso sulla massa : chiaramente ci sono poi le (poche forse) eccezioni che confermano la regola;
        ed è altrettanto vero che la colpa è in parte loro ma in gran parte dei loro insegnanti (che sono stati a loro volta studenti 😉 );
        ma tutto ciò è stato studiato a tavolino perché le masse più sono ignoranti e più sono mansuete …
        domandati poi perché in tutti gli atenei di economia l’unico sistema che si studia (quasi fosse l’unico possibile) è quello che impera oggi …
        la scuola dovrebbe insegnarci a vivere e non rimpinzarci di nozioni a caso …
        ciao 🙂

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