AL REFERENDUM SERVE UN NO FORTE E CHIARO

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-l’Italia non è mai stata così democristiana e il presidente Mattarella ne è l’ovvio simbolo.
Questi sono i fatti. Ciò che ci resta da decidere è solo se vogliamo che quella attuale diventi una condizione permanente e che a morire democristiana non sia solo la generazione di coloro che già sprecarono un’occasione nel 1983 ma anche la prossima generazione e quella successiva. Per ottenere questo risultato basta un sì, il 4 dicembre. O se invece vogliamo provare a farla finita con il partito che in un modo o nell’altro da settant’anni governa l’Italia e che oggi, occupato il Pd, intende realizzare il colpo di stato che non riuscì a De Gasperi nel 1953. E allora serve un no forte e chiaro, gridato: NO, non vogliamo più vivere democristiani-

Piuttosto l’esilio che continuare a vivere in questa vergogna  politica!

VIKI BAUM

ALGANEWS

DI FRANCESCO ERSPAMER

FRANCESCO ERSPAMER

Nel giugno del 1983 la DC di De Mita perse clamorosamente le elezioni politiche e un governo a guida PCI sembrò improvvisamente possibile. Il giorno dopo le votazioni il Manifesto uscì con un titolo di prima pagina memorabile, scritto dal suo direttore, Luigi Pintor: “Non moriremo democristiani”. Ahimè, fu una breve illusione. L’anno dopo si spense Berlinguer e il PCI si avviò al suicidio politico; basti ricordare che come suo successore si pensò a Napolitano (quello che Kissinger aveva definito “il mio comunista preferito”) e che di lì a poco nel comitato centrale entrò Veltroni. Intanto gli italiani stavano allontanandosi dall’impegno e dalla solidarietà in cambio di un po’ di consumismo.
Ripensavo a quel titolo guardando il dibattito di ieri fra il vecchio democristiano De Mita (quello del 1983) e il democristiano liberista Renzi. De Mita ha fatto a pezzi Renzi ma per accorgersene occorreva dare…

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36 pensieri su “AL REFERENDUM SERVE UN NO FORTE E CHIARO”

  1. L’apatia e la tolleranza sono le ultime virtù di una società morente… l’ha detta un certo Aristotele…ancora oggi stanno contando sull’apatia nell’informarsi e sulla tolleranza ad accettare i cambiamenti nelle regole… Ah, se poi voti NO…non cambia nulla, tranne le cavallette ed altre piaghe…

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