Il fantasma della notte di natale

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Finalmente gli umani sono andati a dormire, dopo il solito cenone che una volta all’anno, il 24 di Dicembre, vede riunita tutta la famiglia. La mezzanotte è passata da un pezzo e la grande casa addormentata sembra in attesa di qualche straordinario avvenimento.
Sulla poltrona rossa vicino al calorifero un grosso anziano gatto dorme beato. Improvvisamente, ubbidendo a una voce che solo lui può udire, apre un occhio, sbadiglia, si alza stiracchiandosi, scende lentamente dalla poltrona e va verso il presepe: un cammello di terracotta lo ha chiamato, finalmente possono ritrovarsi a discorrere.
E’ un miracolo che avviene ogni anno, in questa notte speciale, da quando Lei è morta.
Il grosso gatto si siede vicino al presepe, la coda in movimento spazza il tappeto.
-Allora, Leon, pensi che verrà anche quest’anno?- chiede il cammello.
Il bue e l’asino scuotono la testa:
-Possibile che tutti gli anni si facciano sempre le stesse domande, non si parli d’altro?-
mentre le oche e le anitre, nell’attesa di rivederLa, si sistemano per bene le piume.
-Prepariamoci amici- miagola il micio- Lei sarà qui a momenti, la sento avvicinarsi-

E quando due belle, bianche e lunghe mani sollevano da terra il gattone gli occhi verdi del felino si trovano a fissare le splendide pupille nere con pagliuzze dorate della sua amata padrona, la meravigliosa umana che ha adorato e da cui è stato tanto amato quando era un cucciolo abbandonato; che bello ritrovarsi stretto tra quelle braccia, mai le sue fusa hanno raggiunto una tale intensità.
-Come sei bella, è un anno che aspetto di toccarti- mormora il micio strofinando il muso contro la guancia della donna.
-Anche io non vedevo l’ora di poter tornare in questa casa, di rivedervi tutti- risponde la Bella.
Mentre sfiora gli animali del presepe con le lunghe dita, pensa che ormai sono vecchi, tutti rovinati, pastori compresi, non parliamo poi della capanna che cade a pezzi, ma sono i suoi da quando, bimba, li ha ereditati dalla nonna.
Nelle camere tutti dormono, chissà se la sognano, se la ricordano ancora, dopo tanti anni…
-Noi sì, noi sì, ci ricordiamo di te- mormorano in coro gli animali del presepe
-sentiamo ancora le tue mani toccarci, quando ci tirano fuori dallo scatolone, ogni Natale-
-E io non ti ho mai dimenticata, vivo un anno aspettando che arrivi il Natale successivo-miagola il gatto e le sue fusa assordano.

La donna si sistema in mezzo al presepe con in braccio il gattone -sposta appena un poco di muschio per farlo, ora è diventata così leggera e trasparente- e parlano, parlano per il resto della notte, ci sono tante cose da chiedere, mentre intorno gli animali di terracotta ascoltano attenti.
Quando la casa si risveglia, a giorno fatto, trova il grosso felino che dorme beatamente nel presepe, tra pecore e pastori, miracolosamente illesi.
-Ma come avrà fatto a sistemarsi qui, senza rompere niente- si chiedono tutti.
Non sanno nulla del miracoloso incontro della notte passata, che da tanti anni si ripete. Dopotutto sono solo umani.

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