Io ho il coraggio di morire a voi auguro quello di vivere…

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La mia giovinezza sopportava agevolmente e quasi con spavalderia gli eccessi della malattia. Ma poi dovetti soccombere e giunsi al punto di ridurmi in un’estrema magrezza. Spesso ebbi l’impulso di togliermi la vita, ma mi trattenne la tarda età del mio ottimo padre. Pensai non come io potessi morire da forte, ma come egli non avrebbe avuto la forza di sopportare la mia morte. Perciò mi imposi di vivere; talvolta ci vuole coraggio anche a vivere.

(Lucio Anneo Seneca)

Seneca scrive: ci vuole coraggio –anche– a vivere. Dunque non solo a togliersi la vita. Da qui la mia domanda:è più difficile affrontare una malattia invalidante, dolorosa,mortale oppure lasciarsi andare o per esser chiari darsi la morte?E si può chiamare codardo chi non regge al male oscuro di Berto, quello che accompagnava anche Pavese e che lo portò a suicidarsi?Il suicidio è una prova di coraggio o di debolezza?
Io penso che ci voglia molto coraggio a rinunciare volontariamente a questa vita che poi è l’unica prova del nostro esistere, l’unico punto luminoso nel nulla…ma quando affronto l’argomento mi trovo in minoranza .Forse è il retaggio cattolico che la maggior parte di noi si porta appresso:la dannazione eterna per chi si toglie la vita.
In un vecchio film”La gatta sul tetto che scotta” tratto da un dramma teatrale di Tennessee Williams uno dei protagonisti, venuto a sapere che il cancro lo sta uccidendo, prende la decisione di accelerare la dipartita e comunicandola ai parenti dalle esistenze  non facili dice:
-Io ho il coraggio di morire a voi auguro quello di vivere…-

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42 pensieri su “Io ho il coraggio di morire a voi auguro quello di vivere…”

  1. Amo troppo la vita e se devo morire preferisco che sia il percorso naturale della morte a portarmi via in modo dignitoso . Comunque non mi permetterei mai di giudicare le persone che decidono di farla finita perchè la morte é la cosa più naturale della nostra esistenza come lo é anche la nascita . Mi fanno pena quelle persone anziane che sono così egoiste che accumulano ricchezze d denaro 💰 come se non dovessero mai morire e lasciare tutto. Ecco questo lo trovo immorale . Ciauuuu 💋

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      1. Pensa che un giorno verrà fatta una legge per tutta l’umanità dove verrà cancellato l’eredità , la proprietà privata e non esisteranno più gli Stati , i confini terrestri . Il nostro pianeta terra offre tutto a noi esseri umani e solo se siamo disposti al cambiamento la nostra specie non verrà estinta perché attualmente il nostro destino é nelle mani dei pazzi criminali . Buon venerdì ❤️

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  2. Il coraggio è quello che ti fa vivere, nonostante tutto ciò che ti circonda;
    la disperazione portata ell’estremo, ti convince a farla finita. Anche in quei momenti, in cui ti convinci, puoi essere fortunato ed incontrare la persona o la situazione che ti aiuta a cambiare idea ed a trovare forza e coraggio per continuare.
    Non si possono dare giudizi, sarebbero meramente morali senza una conoscenza approfondita delle questioni: ciascuno deve essere libero di poter fare la scelta che preferisce.

    Ciao viki 🙂

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    1. naturalmente…solo ecco non condanno il suicidio…appunto bisogna vedere e comunque non è codardo per me chi si dà la morte…anzi…poi credo anche che con l’età il pensiero possa modificarsi…dico così, mi è venuto in mente ora,come se stessimo parlando, ciao pietro

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  3. Ognuno fa quel che vuole (basta accettare le conseguenze, qua molti cadono per esempio)…io adoro vivere e la mia vita non è di certo brutta o ordinaria 😀

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  4. il De Brevitate Vitae mi ha salvato letteralmente la vita in uno dei momenti piu’ neri della mia esitenza: e’ stanto pensando alle parole di Seneca che non ho fatto un gesto di cui poi mi sarei pentita. E’ il mio lume, lo consulto come l’oracolo.

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    1. anche tu…ma questo è bellissimo, ti conosco per caso, tu sei a londra e io amo londra, molto, e ora seneca con il De brevitate vitae…diciamo che è stato un uomo che ha fatto azioni discutibili ma il cui pensiero vola molto alto….e non scordiamo il coraggio della fine…curiosità: maturità c lassica anche tu?

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      1. No, professionale (ma con insegnanti di altissimo livello), eppoi Lettere Moderne a Bologna con Alfonso Traìna e Giancarlo Giardina dove ho dovuto recuperare tutto il latino che non avevo studiato alle superiori… 🙂 🙂 🙂

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  5. Ciao, tocchi un tasto a me caro, sono figlio di un padre suicida e marito di una donna che ha visto il primo marito morire allo stesso modo. Che dire, credo che un minuto di coraggio nel togliersi la vita non pareggi una vita di coraggio per viverla, anche se auspico la libertà di scelta per chi si trova in condizioni di malattia terminale. La morte non si pianifica, l’idea si può accarezzare, ma la decisione la si prende in un attimo. E credo ancor di più una cosa : NESSUNO merita i dubbi, le domande, il senso di impotenza, lo smarrimento che rimane quando una persona cara se ne va per scelta……

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    1. hai reso migliore il mio post con questo commento mamo: è vero “NESSUNO merita i dubbi, le domande, il senso di impotenza, lo smarrimento che rimane quando una persona cara se ne va per scelta”…questo l’ho provato anche io, ecco il motivo del post,con aggiunta di una profonda sfiducia in se stessi per tanta incapacità dimostrata…

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  6. Il retaggio cattolico influenza la vita di tutti in Italia comprese le persone atee o agnostiche. Perché? Semplice: siamo cresciuti educati in questo senso, immersi in un cattolicesimo che non prevedeva assolutamente una posizione diversa
    Alla domanda che poni non so rispondere. Penso che non vorrei vivere se la mia vita non fosse abbastanza dignitosa è autosufficiente ma sono abbastanza saggia per dire che finché non ci troviamo nella situazione non è facile esprimersi

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  7. nessun retaggio da parte mia
    penso che ognuno sia il padrone assoluto della propria vita
    penso che ne abbiamo una sola e nessun’altra chance
    ma penso (in astratto per mancanza di una esperienza diretta) che per essere vissuta deve avere un minimo di dignità, in mancanza di questa meglio farla finita …
    idem se vivere comporta sopportare costantemente un dolore fisico troppo grande;
    poi ovviamente ognuno fa la propria scelta

    🙂

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  8. L’autodistruzione ha molte vie per esplicarsi. Non c’è solo un modo per lasciarsi morire ma tanti modi, anche invisibili. Non c’è coraggio nel lasciarsi morire così come non c’è coraggio nel suicidarsi ma c’è solo il non trovare dentro di sè il modo giusto per vivere la vita. Solo chi non sa vivere la vita l’abbandona. Defilarsi in modo sbrigativo è quello che fanno coloro che sono all’ultimo stadio della non sopravvivenza. Quelli che invece hanno ancora un briciolo di istinto, che storce le vene, si lasciano morire a poco a poco in altro modo.

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