La nudità del sepolcro

mortainvasca

Era una cosa strana, impossibile dire perché ci fosse nell’aria quella sensazione stagnante, eppure nell’appartamento il silenzio era divenuto più profondo, come se si fosse stratificato in onde dense.
Come se il muschio vi fosse cresciuto, avesse rivestito lo zoccolo di legno, si fosse diffuso sulle travi del tetto.
Come se i mobili cominciassero a sgretolarsi.
Come se tutti i frammenti della vita quotidiana della giovane donna avessero iniziato a mettere radici.
Lei era distesa nella vasca da bagno, con una gamba uncinata al bordo, mentre i polmoni gonfi di liquido tenevano il resto del corpo sotto la superficie.
Sembrava un pochino ingrassata: l’effetto dell’acqua che cominciava a gonfiarla.
Sulla gamba, dove aveva battuto contro il lavandino e le piastrelle, c’erano lividi rossastri e violacei.
Il resto della pelle aveva un aspetto tumido e lustro, esangue e oleoso.
I capelli biondissimi galleggiavano, sparsi attorno al viso cereo come i raggi del sole disegnato da un bambino.
La schiuma si era ormai dissolta e il corpo risaltava chiaramente sotto l’acqua verdastra, quasi appartenesse a una creatura intrappolata nei ghiacci artici, conservata da secoli di gelo.
La ragazza era morta, la sua nudità non aveva più senso se non quella del sepolcro.

Quando aprii la porta ed entrai nell’appartamento, il silenzio era palpabile.
Di norma mi sarei diretta subito in camera , ben sapendo che lei non era in casa a quell’ora, avrei gettato il bagaglio per terra e mi sarei lasciata cadere sul letto, stanca del viaggio.
Ma quel nulla tangibile di gelo assoluto mi colpì, lasciandomi immobile, i sensi all’erta.
Lasciai cadere la borsa nel corridoio e come un automa andai in cucina, dove tutto era in ordine, poi nel grande soggiorno, con l’enorme vetrata che guarda sul lago, grigio e immobile, infine nella sua camera dove sul letto erano disposti in ordine i vestiti da indossare.
Controllai il blocco notes sul caminetto: a volte ci lasciavamo messaggi.
Nulla.
Allora, riluttante, sicura che lì avrei scoperto qualche cosa di orribile, mi diressi in bagno…

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