Di penisole e continenti

monacocontigre

-Se un uomo è gentile con uno straniero, mostra d’essere cittadino del mondo, e il cuor suo non è un’isola, staccata dalle altre, ma un continente che le riunisce-

(Francesco Bacone alias Sir Francis Bacon,1561-1626, è stato un filosofo, politico, giurista e saggista inglese )

Non avevo mai letto questa citazione di Bacone. Alcuni giorni fa in un commento scrissi, più o meno:
-Vero che ogni uomo è un’isola ma deve cercare di avvicinarsi a chi ha bisogno in modo da formare una penisola, non un arcipelago-
E’ dunque un bel pensiero il mio, così vicino a quello di Sir Francis, che si dimostra quanto mai attuale e “pezioso” di questi tempi.

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40 pensieri su “Di penisole e continenti”

  1. Bellissima, contro il razzismo odierno ecco!

    Bacone è stato il teorico del Capitalismo (in senso ideologico e filosofico). Secondo Bacone l’Uomo deve manipolare la natura per star bene (di certo non aveva previsto lo scempio dell’inquinamento). Visione che entra in contrapposizione con quella magari degli Antichi Greci sul totale rispetto della Natura in quanto divina (Panteismo) 😀

    Adesso leggo la mail!

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  2. non ci sono persone migliori di altre,ma persone più o meno sfortunate che hanno la grazia o disgrazia di esser nati in un certo luogo con una certa condizione socio /politica…se invece di chiuderci nei nostri egoismi riuscissimo a superare le barriere di stupidi pregiudizi,forse tutti insieme si potrebbe lottare per un mondo migliore per tutti

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    1. andare d’accordo antonietta, capire che il colore della pelle e i costumi diversi come la cultura diversa ci fanno uomini tutti uguali soto il cielo…il rispetto reciproco è essenziale, ma essere prevenuti, quello” dell’aiutiamoli a casa loro”, no. Non sono d’accordo ma…sempre e comunque a ciascuno il suo…pensiero.

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  3. Hai ragione , per il suo sermone: Nessun uomo è un’isola che cita anche Ernest Hemingway in epigrafe a Per chi suona la campana…Non ci pensavo per niente, anche perché di Donne amo moltissime le poesie, la mia preferita: Elegia XIX: andando a letto…se penso che è stata scritta nel primo seicento, raramente ho letto un canto più sensuale di questo…straordinario omaggio all’eterno femminino…grazie ciauuu

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    1. secondo me sono quelle parole che penetrano sottopelle e restano lì dormienti, inconsapevoli alla memoria e alla ragione fino a riaffiorare come nuove.
      Se non sbaglio, Donne, attualissimo nelle tematiche e assai sensuale, era pure un ecclesiastico.
      ciao 🙂
      ml

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      1. sì uno strano chierico davvero…un uomo pieno di pulsioni costantemente in guerra…e hai ragione per le parole dormienti , forse più di Donne è il grande Ernest a restarmi sempre sotto pelle, da qui l’uomo-isola…

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