Cleopatra la Donna che sfidò Roma: personale interpretazione del personaggio e degli eventi

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Leonor Varela in Cleopatra -1999-serie Hallmark.

Leonor è stata, per me, la miglior cleopatra, quella che fisicamente più si avvicina alla regina, come doveva essere : giovanissima, sottile, scura di pellee capelli, occhi neri. La peggiore la Taylor la cui indiscussa bellezza di mediterraneo e orientale non ha nulla: la versione Hollywoodiana della regina d’egitto imbardata in  surreali vestiti con cintura strizzavita assomigia il più delle volte a una cassata siciliana. Se il film fu un disastro lo si deve anche all’improbabile protagonista.

Cleopatra VII Tea Filopatore (69 a.C.- 30 a.C.) fu l’ultima regina dell’Antico Egitto.
Aveva 18 anni quando il padre Tolomeo Aulete XII morì, lasciando il trono a lei e al fratello Tolomeo XIII.
Giovanissima entrò prepotentemente nella storia per l’ambizione e il fascino che la caratterizzarono: fu una donna carismatica, ricordata da molti con parole di ammirazione per la sua audacia, la grande cultura e la fervida intelligenza, e da altri in modi più spregevoli come donna immorale e perfida.
Plutarco scrive: Aveva una voce dolcissima simile a uno strumento musicale con molteplici corde in qualunque idioma volesse esprimersi; era piccola di statura, esile e spregiudicata.
E Dione Cassio: era splendida da vedere e da udire, capace di conquistare i cuori più restii all’amore, persino quelli che l’età aveva raffreddato.
Cicerone narra invece che il giudizio dei Romani- e ovviamente il suo- non era affatto benevolo e Dante la descrive così nell’infernale girone dei lussuriosi: rapace, crudele e lasciva.
Una vera “damnatio memoriae” la stessa che le riserverà Ottaviano Augusto.

Cleopatra in verità fu una grandissima Regina: si servì dell’eros – da intendersi come fascino naturale, intelligenza, astuzia e bellezza- per arrivare a trasferire la capitale del potere romano ad Alessandria.
In poche parole pensò di realizzare il sogno di un Grande Egitto attraverso il letto di un uomo.
Nulla di nuovo sotto il sole, fin qui.
Allora come ora il letto si dimostrò arma potentissima.
Tra le sue lenzuola si confusero Giulio Cesare, stratega massimo e uomo politico di personalità schiacciante il cui unico scopo era il potere assoluto e Marco Antonio, rutilante eroe mosso da passioni molto umane, in continua competizione con la figura di Cesare, spesso davvero ingombrante..

Quando Cleopatra pur di arrivare al divino Giulio ricorse al teatrale strattagemma del tappeto era spinta solo da calcolo politico: conosceva le debolezze di Cesare che in quanto a sesso non andava molto per il sottile ed era decisa a giocarsi la carta del fascino di cui era ben consapevole.
Non per niente aveva frequentato assiduamente la più famosa cortigiana di Alessandria, per prepararsi degnamente all’incontro.
Ma poi le cose cambiarono.
Perché il potere di un uomo è un potente afrodisiaco, soprattutto quando la femmina che vuole ad ogni costo impadronirsene è intelligente come Cleopatra.
In definitiva se il condottiero fu sicuramente ammagato da questa donna giovanissma, colta, e soprattutto figlia d’oriente, ultima discendente di una dinastia regnante ormai estenuata, che amava intridere il proprio corpo di profumi speziati a lui –un barbaro per la civiltà Egizia- sconosciuti prima di coinvolgerlo in misteriosi giochi erotici reinventati ogni notte, d’altra parte la regina fu affascinata completamente dal potere assoluto del suo amante romano.
E da come lo gestiva.
In definitiva io penso che fosse quest’ultimo a condurre il gioco, tanto abilmente da restare in perfetto equilibrio tra gli appetiti del corpo e la brama sempre crescente di gloria che lo pungolava.
Quando portò la regina a Roma insieme al suo oro e all’esibizione delle ricchezze egizie fu l’apoteosi del suo trionfo… e l’inizio della fine.

Quando Cesare fu assassinato lei sedusse Antonio- rimando ad altre fonti le circostanze storiche  tali accadimenti- per continuare ad alimentare il suo sogno di un Egitto più grande di Roma.
E il fascino della Regina vinse facilmente anche lui, che era sì parecchio più giovane di Cesare, ma non ne aveva l’intelligenza, le capacità militari e soprattutto la ferrea volontà di potere.
Antonio si perse davvero non solo nel letto di Cleopatra ma in Cleopatra stessa.

In definitiva..sono scettica su tutto questo amore che la regina avrebbe provato per Antonio.
Lui non era Cesare.
Altra faccenda fu per il Romano, che davvero perse la testa per lei.
Si narra che durante la battaglia navale di Azio contro Ottaviano- il terzo uomo importante nella vita di Cleopatra-dalla quale la coppia di amanti uscì pesantemente sconfitta- Antonio,invece di continuar a combattere e rincuorar i suoi uomini che si sentivano perduti, si desse all’inseguimento della nave della regina che fuggiva per mettersi in salvo.

Quando lui si suicidò, onde evitare di cadere in mano del vendicativo e gelido Ottaviano, Cleopatra decise di seguirlo nell’aldilà, usando l’aspide come arma, e questo tragico ultimo atto è noto  tutti.

Vorrei però ricordare che prima di darsi la morte la Grande Regina tentò di sedurre anche Ottaviano, come Plutarco racconta con dovizia di particolari.
Ottaviano rispetto a Giulio Cesare e anche a Marco Antonio, pur con le sue sregolatezze, sinceramente m’è sempre parso l’uomo che agisce più nell’ombra che alla luce mentendo, istigando e tramando.
Eppure proprio con i suoi sottili giochi di potere- è un eufemismo- arrivò a essere il primo Imperatore Romano perché come politico era insuperabile nell’arte sotterranea del maldicente intrigo.
Solo che lei di anni ne aveva quasi quaranta -tanti per una donna di quei tempi- e Ottaviano trentadue.
Ora, anche se forse la voglia di passar là dove eran transitati sì illustri predecessori il futuro Augusto l’aveva, perché, nonostante le apparenze era un gran donnaiolo, decise che proprio, ormai, non ne valeva la pena.
Ecco perché si uccise Cleopatra: finì vittima di sé stessa.
Non riuscendo ad ammagare anche Ottaviano capì che non le rimaneva altro che seguirlo a Roma non più, questa volta, come regina di Giulio Cesare, bensì come trofeo legata al carro del vincitore
La sua grande intelligenza non l’aiutò a capire che pur senza il supporto fisico avrebbe potuto combattere lo stesso, sfidando il futuro Augusto con l’astuzia e il fascino sottile della mente, con i quali in definitiva, lei donna, era quasi riuscita a dominare Roma.
Ma i suoi tempi non erano maturi per un simile finale storico.
Peccato.

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12 pensieri su “Cleopatra la Donna che sfidò Roma: personale interpretazione del personaggio e degli eventi”

    1. penso che per cleopatra non fu solo questione di “darla”, aveva un gran cervello e l’ha dimostrato con la biblioteca di alessandria, per esempio o quando si impose con la forza affinché i granai dell’egitto fossero aperti prima per il suo popolo che per roma. e questa è storia…

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      1. ma di certo intelligente e di molto…e poi che vuol dire una santa? giulio cersare fu un santo? e marc o antonio ? tanto per dire, insomm lei ha usato la passera e pertanto non è una santa..ma fammi il piacere, un commento del genere mi nausea e sono sempre chiara, cos’ sono capita, subito

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      2. e las ciamo perdere i duoi discutibili mezzi di persuasione…l’egitto era una provincia assogettata, pertanto schiava…ma la conosci la storia oppure ci divertiamo? Mi spiace con me hai sbagliato …diciamo indirizzo

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      3. Accidenti! Manco appena poche ore e mi ritrovo quasi bannato. Mi spiace che ti accalori così tanto, ma forse ti son diventato antipatico o hai avuto una giornata pesante e stai demonizzando le mie parole. 🙂 Tu credi che io abbia scritto “non certo una santa” indicando il suo essere mignotta, invece intendevo dire che non fosse estranea a certi mezzucci (discutibili), ad esempio la conoscenza dei veleni e l’arte dell’assassinio, già nota ad altri membri della famiglia. Ad ogni modo i faraoni (e non solo loro) facevano anche di peggio, soprattutto sotto l’aspetto sessuale. Ho anche scritto che era una donna furba e abile, almeno da quanto ci raccontano, conosceva le lingue ed era così politicamente capace da riuscire a portare acqua ai mulini d’Egitto e renderlo ancora più grande, tra l’altro si dice che il suo intento fosse proprio quello di dimostrare la sua grandezza, motivo per il quale ha anche fatto uso della sua sensualità (tra l’altro sembra che non fosse proprio bella). Nulla ho detto sul fatto che fosse una mangiauomini, poiché sappiamo che ha avuto solo due storie importanti (a parte il fatto di essere stata obbligata più volte a prendere marito, tra i quali il fratello che poi fece assassinare). Avrò anche sbagliato indirizzo, cercherò in futuro di evitare, ma non ho vissuto in quei tempi e non saprei essere più preciso. Ho solo risposto in base a quello che conosco sul conto di Cleopatra, anche se molte fonti sono discordanti. Buona serata

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  1. condivido la tua analisi dei personaggi che trovo ineccepibile…dante se sputtanamenti ne ha messi in giro…ma erano i tempi. Brava vik e te lo ripeto…scrivi davvero, tu ne hai la capacità in ogni senso

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