Quel corpo inquieto di una passata estate

rasoioliberaeva

Oggi porto in giro un corpo inquieto appeso a quel vestito bianco di cotone stampato a fiorellini rossi.  “Sei bella”  mormori e mi porgi un mazzo di rose gialle,i gambi stillanti acqua, gocce di sole i petali. Ridi per l’omaggio rubato mostrandomi la mano dove lucida risplende una goccia di sangue.
L’afferro per ingoiar la perla rossa che ha attraversato il cuore.
Ti apro la camicia, quella molle, usata, a quadri bianchi e verdi,scolorita e cerco la tua bocca per poi baciarti dappertutto,le spalle, il petto e il ventre mentre mi incollo a te,le cosce strette a serrarti il fianco in lento strofinare:quasi fosse un passo di lambada.
E restiamo così, in equilibrio d’attesa fino a che la tua voce salda, profonda e calda, nel cavo della mano, lentamente mi accarezza i seni.

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