Dalla Roma dei Cesari ai nostri giorni: proverbi e modi di dire odierni si perdono nella notte dei tempi

Roma, Museo della Civilta Romana, plastico di Roma antica

Plastico di Roma antica

Molti proverbi e modi di dire odierni si perdono davvero nella notte dei tempi, cambia la lingua ma il significato è quello.
Sia che abbiano una origine popolare, sia che derivino da autori conosciuti sono stati usati per secoli così largamente da diventare modi di dire. Si stabilisce così una continuità tra l’era moderna e quella antica.E dato che mio grande piacere è ricordare chi siamo stati 2000 anni fa, quando il resto dell’europa -ovviamente esclusa la Grecia, che tutto ci ha insegnato-viveva sugli alberi, come ricordo spesso, è un mododi dire,
eccovi  alcuni esempi:

“Quis custodies ipsos custodes?”(Chi sorveglierà i sorveglianti?)
E’ un motto di Giovenale, autore latino che si poneva questo quesito a proposito dei sorveglianti scelti per vegliare sulla fedeltà delle mogli.
Chi poteva controllare infatti che essi stessi non attentassero alla virtù di quelle donne?
La domanda di Giovenale al giorno d’oggi è molto usata, anche nell’originale latino e, per estensione, sta a significar ironica sfiducia verso capi e governanti.

“Damoclis gladium”(la spada di Damocle”). Questa espressione viene usata spessissimo oggi.
E’ un modo di dire usato a proposito di un tremendo rischio che produce forte ansia.
L’origine è da ricercarsi in un aneddoto secondo il quale Dionisio, tiranno di Siracusa, invitò il cortigiano Damocle a sedersi sul proprio trono davanti a una tavola riccamente imbandita con una spada appesa a un crine di cavallo sopra la testa.
Questo perché capisse i rischi e i pericoli della vita di un invidiato potente.

“Nam hospes nullus tam in amici hospitium devorti potest”( uno non può farsi ospitare da una persona tanto amica che, se rimane per tre giorni di seguito, non risulti odioso).
Risale quindi al famoso ed esilarante commediografo latino Plauto la frase proverbiale secondo la quale”L’ospite è come il pesce, dopo tre giorni puzza”.

“Amantium irae amoris integratio est”( I litigi tra innamorati sono il complemento dell’amore”). Frase tipica dei primi autori di tragedie e commedie, come Plauto, Terenzio e il greco Menandrorichiama il nostro proverbio: “L’amore non è bello se non è litigarello” immancabile in tutte le lingue e i dialetti di oggi.

“Aliena nobis, nostra plus aliis placent” (Le cose altrui piacciono di più a noi, le nostre agli altri).
E’ una massima dell’autore latino Publilio Sirio, in seguito ripresa da Seneca, Ovidio ed Orazio.
Riguarda l’invidia, anche in senso benevolo ed è progenitrice del nostro proverbio ”L’erba del vicino è sempre più verde”.

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