Come si fa a trovar conforto nella rete… spiegatemelo perché …

gambe

…è sempre maggiore il numero di umani che scrivono cazzate esagerate sull’argomento, del tipo, io vi amo e voi mi amate etc etc etc quando al di là dello schermo non sai mai che cosa o chi c’è .
Per me è un disastro biblico.Da diventar diabetici, spiegatemi come il virtuale può aiutare il reale,sempre che sia tale: è impossibile, a meno che per un vero problema non ci sia un REAle INTERVENTO.
FRANCAMENTE, IL RESTO è FOFFA, tipica di chi della rete fa lampada di conforto con falsi incensi vari di solitudine che diventano letali per il soggetto in questione e per gli amorevoli fantasmatici soccorritori.

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53 pensieri su “Come si fa a trovar conforto nella rete… spiegatemelo perché …”

  1. Io penso che finchè si è consapevoli, parlare anche con qualcuno che non si conosce male non puo’ fare. Certo il diabete è un po troppo, ma scambiare opinioni anche su tematiche personali, può aiutare, io personalmente ho trovato un sacco di spunti utili e conferme.

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    1. anche io scrivo in rete per scambiare opinioni… e solo per questo, non chiedo conferme sulla mia “bravura”, intesa in qualunque senso. E’ qui la trappola, l’ho già fatto presente altre volte…realtà e virtuale vanno distinti, non confusi. ma a ciascuno il proprio parere

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  2. Questo accade perché l’avvento di piattaforme come possono essere i social creano vite parallele alla realtà. E non tutti sanno che esistono ancora entrambe, ma le confondono in modo impressionante, puntando su quella più semplice: quella virtuale. Poi chiaramente sono spiazzati da quella reale quando ci capitano dentro per caso!

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  3. Una cosa non ho capito, Viki…ma quando uno scrive qualcosa sul blog, lo fa consapevolmente, agendo su di una tastiera, o è scrittura automatica? Voglio dire (chi spara cazzate a parte) se si intrecciano scritture e commenti non è cosa virtuosa più che virtuale? In fondo ogni mezzo è neutro…è l’umano soggetto che si smarrisce e ne fa cattivo uso… me ne esco citandoti due titoli di Shakespeare, non per ricordarne i temi, ma proprio accostandoli per il senso che hanno: Misura per Misura As you like it… 😀

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    1. -è l’umano soggetto che si smarrisce e ne fa cattivo uso- esatto..ma poi manco questo, in rete ognuno può scrivere quello che vuole e come vuole…volevo solo sottolineare che è pericoloso condividere e confondere i due mondi. perché è la realtà che respiri non il virtuale…vedi si scrive tanto della solitudine , della incomunicabilità “antoniana” nel reale…ovvio se la cerchiamo nel virtuale sarà sempre peggio. Ed è così, spero di essermi spiegata franz

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  4. Per luca che mi legge: Eva Green , bellissima- la foto dell’HEADER- è tratta dal film : Sin City, A Dame to Kill For, un film del 2014 diretto da Frank Miller e Robert Rodríguez, girato interamente in modalità green screen negli studi cinematografici della Miramax.

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  5. Mi piace incrociare uno sguardo o sfiorare una mano……insomma amo il reale. Il virtuale
    è un passatempo che non ha niente a che vedere con la vita vera che respiro attimo per attimo
    Buona serata e un bacione carissima

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  6. È chiaro che questo spazio come altri è un buco della serratura, ma questo non significa che ciò che si vede sia poco chiaro o peggio falso.
    L’esistenza del virtuale non pregiudica la verità e l’esperienza del bello.
    Il blog è la serratura che fa intravedere il resto, non tutt’altro. Per quello scrivo su di me e altro. Perchè io vivo nel mondo, dentro e intorno a me. Come il mio blog e quelli che leggo.
    Non trovo contraddizioni.
    Ciao Viki!

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  7. ho postato proprio poco fa un contributo che parla di internet …
    avere la possibilità di comunicare a distanza è positivo di per se ma poi dipende tutto da cosa si ‘comunica’ …
    è sempre la solita storia che si ripete ciclicamente :
    non giudichiamo tanto il mezzo ma piuttosto l’uso che se ne fa …

    questo vale per gli internauti;
    per chi controlla le piattaforme il discorso è molto diverso perché scopi ed obiettivi son diversi assai :
    per loro gli internauti sono solo schiavi da sfruttare (e non solo a livello economico) e controllare …

    🙂 ciao

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    1. ecco perfetto, questo volevo dire ed elvira l’ha capito alla perfezione, come te. Ben dici: la vita reale va avanti e non aspetta chi vive di illusioni…perché antonietta questi atteggiamenti si riflettono poi nella società…tipo la politica…e casco sempre lì, lo so…ciauuu carissima

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