SATIRA: due parole per chiarire le idee a chi, al riguardo, pare averle confuse

pasquino

Pasquino è la più celebre statua parlante di Roma, icona della città fra il XVI ed il XIX secolo.
Ai suoi piedi , ma più spesso al collo, si appendevano nella notte fogli contenenti satire in versi, dirette a colpire anonimamente e con linguaggio burlesco i personaggi pubblicipiù importanti, il papa governante lo stato vaticano e accoliti. Erano le cosiddette “pasquinate”, espressioni del malumore popolare nei confronti del potere ecclesiastico corrotto e arrogante.

Quello di Pasquino è il più eclatante esempio di satira degna erede di quella che i Latini-vedi Orazio,Marziale, Giovenale e prima ancora i greci con Aristofane(450-385 a. c. ) e la sua commedia a impronta politica, tanto per fare un nome- usavano con rara abilità per attaccare il potere e il malcostume.
Ecco come viene definita la Satira:
-Qualunque opera letteraria o artistica, vignetta, discorso che abbia intenti satirici nei confronti di persone, classi sociali, istituzioni attraverso la canzonatura, caricatura-
In proposito Michael Moore, regista, sceneggiatore, attore, produttore statunitense scrive:
-Una delle funzioni principali della satira è quella di affrontare i problemi scomodi. La satira presume che il pubblico abbia un cervello-
Ecco: presume che il pubblico abbia un cervello…
Infine, tornando ai nostri padri latini:
-Castigat ridendo mores: con la risata sferza i costumi-

Quindi le battutacce, le volgarità gratuite, i doppi sensi NON SONO SATIRA.Sono solo”barzellette sporche”per palati grossolani.
Non tutti la capiscono: non è per menti ottuse , piccine.E colpisce più di una spada.
In conclusione: non usiamo il termine SATIRA impropriamente, perché così facendo dimostriamo di non conoscere l’origine e il significato di una nobile e antica ARTE.

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34 pensieri su “SATIRA: due parole per chiarire le idee a chi, al riguardo, pare averle confuse”

  1. bel post, ma non è facile scrivere di satira, ci vuole intelligenza, cultura, predisposizione .soprattutto nelle vignette. comunque hai scritto un bel pezzo, le pasquinate, che meraviglia, qualcuno dovrebbe ricominciare… 😀

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    1. beh hebdo è giò un esempio estremo di satira, anche spesso troppo pesante per me, alcune vignette mi danno decisamente fastidio.
      Leggero è il tono non il senso,lo sberleffo rispetto all’insulto diretto io lo considero leggero. Non credo riusciamo a capirci

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      1. la satira non deve avere sensibilità…sensibilità di che, se voglio far notare che il buon francé si spolmona a dire che i poveri vanno aiutati e poi si imbosca tutti i guadagni dei suoi alberghi in toto senza pagare tasse allo stato italiano… lo schernirò pesantemente ma in tutta franchezza manco me la sogno la sensibilità…non so se son stata chiara

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    1. l’ho vista stamani alle sett’albe…e ho riso di gusto…il fatto è l’unico giornale che meriti di essere chiamato tale…che poi si incazzi la serracchiani, questo altro bel numero di donna PD che con la boschi di casini giudiziari tanto ne ha davvero pochi…. è chiaro sintomo di coda di paglia …ma tanto son morte si rassegnnino, lei e le altre pin up di renzi già nel cataletto….vedi enri, le donne non capiscono che per usare a modo un certo loro articolo di pertinenza ci vuole molta, ma molta intelligenza. E qui siamo davvero scarsine…

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