La casa di zia Fanny

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painting by Andrei Belichenko & Maria Boohtiyarova

Di giorno nella luce gloriosa del Tirreno la casa indossa bungavillee fino al tetto come una diva del muto un vestito di raso rosso e viola smagliante.
Di sera i muri screpolati si velano come sacri dipinti nel giorno del venerdì santo.
Fanny è come la villa: una rosea bellezza ligure segnata dal tempo.
Quando, nella polverosa penombra della stanza,disserro scuri, finestre e persiane,è come schiodare una prigione.
Allora con languoroso stupore che si ripete ogni anno, respiro a lungo l’aroma zuccheroso della vaniglia intrecciata fitta alle balaustre mentre il mare che nereggia lontano tra le piante di eucalipto punteggiato di spuma ripara i guasti del cuore.
Mentre l’ora si aromatizza sotto il sole meridiano con le prime folate di libeccio e piccole onde si muovono all’orizzonte come candidi purosangue in corsa ascolto cocci di dialoghi in giardino, parole nervose cancellate dal frusciar lieve delle foglie che si agitano vibrando…

8 pensieri su “La casa di zia Fanny”

  1. nonostante la luminosità del giorno si percepisce un non so che che profuma di decadenza …
    le crepe nei muri si intravedono chiaramente …
    ma la decadenza pur essendo una realtà oggettiva può essere ingigantita se guardata con certi filtri visivi emozionali … a volte è meglio sostituire i filtri … 😉

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