La Ciccia saporosa di Boccasile

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1940: manifesto pubblicitario disegnato da Boccasile (1901-1952) per la ditta di salumi Tanzi di Parma.

Boccasile è stato un illustratore, pubblicitario e pittore italiano. La sua fama è dovuta soprattutto alle “Signorine Grandi Firme”, serie di fortunate illustrazioni a colori di figure femminili che comparivano sulle copertine della rivista “Le Grandi Firme”, una pubblicazione periodica d’epoca mussoliniana,  fondata e diretta da Pitigrilli (Dino Segre) e in seguito trasformata in rotocalco settimanale da Cesare Zavattini (che all’epoca era il direttore editoriale della Arnoldo Mondadori Editore) dopo la vendita della testata stessa ad Arnoldo Mondadori.
Boccasile propone nei suoi disegni un tipo di donna florida e procace, solare e mediterranea, prolifica “fattrice”, secondo  i dettami del  fascismo. Infatti nei suoi cartelloni pubblicitari molto spesso il messaggio è affidato a formose ragazze dai vestiti aderenti e scollati, parecchio succinti, per l’epoca 😀

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Ecco le ” Signorine grandi firme ” del 1937

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40 pensieri su “La Ciccia saporosa di Boccasile”

  1. Mussolini si divertiva, anche se poi faceva il “buon marito” di casa; poverelle le donne a mio avviso 😀

    Le mediterranee sono sempre uno splendore, propaganda a parte 😀

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    1. si divertiva? rido, s’è trombato il trombabile e l’ultima quella poveraccia della petacci- leggere a questo proposito : Claretta di Gervaso- un film alla merola la sua ultima dichiarazione telefonica alla moglie, mentre l’amante in carica stava per morire con lui:- Rachele ho amato solo te-
      Altro che divertirsi…è stata una tragedia. ma questo gli sgangherati nostalgici esperti bloggers della rete, che hanno studiato la storia nei fondi di caffé, non lo possono sapere.
      Sulle mediterranee personalmente non condivido: a me piacciono molto i Nordici, aspetto e carattere. ciauuu

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      1. Io adoro le donne in generale ma considero mediterranee, latine e afro come le migliori, per tutto 😀 (esperienze personali). Ho avuto anche nordiche, certo.

        Concordo sulla storia, certo che si. Chi è antifascista sa, per gli altri che dire…fatti loro!

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    1. -Smartphone, social, videogame: è il fuoco incrociato che minaccia la salute degli adolescenti di oggi che, alle prese con queste e altre tecnologie, perdono preziose ore di sonno che mettono a repentaglio lo sviluppo stesso del loro cervello, li mettono a rischio di impulsività e possono favorire l’insorgere di disturbi psichici nel caso vi sia una predisposizione latente del giovane.- sì, ne sono convinta anche io, un articolo davvero interessante….

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      1. Eh si. Ne trovai uno, mesi fa (non ricordo il titolo purtroppo), ancora peggio ma che in qualche modo mi ha fatto fare un collegamento ad una mia teoria su certi andazzi di oggi…del tipo che si preferisce l’uomo pompato di pettorali ma con nulla là sotto 😀

        Se lo trovo te lo metto in un commento. 😀

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      2. -Oggi i maschi vivono in un ambiente che li rende meno fertili rispetto a qualche generazione precedente, soffrono più spesso di patologie andrologiche e, attratti dalla sessualità virtuale, finiscono per allontanarsi da quella reale”. anche qui, è verità. Esaustivo l’articolo anche nella parte strettamente biochimica degli ormoni che controllano la nostra vita. Aggiungerei però che oltre alla tecnologia malusata gran colpa ce l’hanno anche i maschi adulti, che con i loro comportamenti da machi spesso violenti sono davvero pessimi esempi.

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      3. Ah beh si, indubbiamente.
        Ho avuto la fortuna di venire da una generazione che è stata fra le ultime ad avere una sana pubertà, dunque ci funziona tutto per bene 😀
        La tecnologia c’era quando ero pischello ma non era nulla in confronto ad oggi. C’era ancora il 56k per il modem.

        Il classico papà maschilista è un cult in tante famiglie.

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    1. questi disegni risalgono a 77 anni fa pina…non è cambiato molto vero? almeno oggi le modelle sono super pagate, al tempo dei fasci le donne dovevano essere madri di innumerevoli figli, custodire il focolare, la prole e la casa e aiutare anche l’uomo, nel lavoro, se necessario, il quale uomo non si peritava di dilettarsi altrove, vedi il benito nazionale… Poi quando un Boccasile, bravo senza dubbio, e anche fascista fino al midollo, le disegnava dovevano essere provocanti, discinte, e preferibilmente bionde. Interessanti a tal proposito gli articoli di Pitigrilli risalenti al 1930, prima di boccasile,in cui si osanna al biondo come al colore del turbamento sessuale. Lo so perché conservo due raccolte de le grandi firme una del 1928 e l’altra del 1937 ereditata dalla famiglia: per conoscere meglio il fascismo bisognerebbe leggere queste pagine .. e poi magari parlarne. Questo lo dico per quei bloggers che inneggiano al tempo che fu senza sapere neppure di che cosa parlano: del resto la storia l’hanno studiata nei fondi di caffé. ciao pina, buon pomeriggio

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      1. Hai ragione, Viki. La nostra generazione ha sentito anche i racconti in diretta dei nonni (per me è stato così), oltre ad avere studiato la storia in un momento in cui le ferite e lacerazioni del passato non erano ancora “passato remoto”. Io tengo bene a mente cosa mi hanno raccontato i miei nonni, e lo racconto ai miei figli.

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      2. cara pina, il mio nonno era fieramente anarchico oltre che uomo di notevole cultura. Così anche la mia nonna che fortunatamente è ancora viva, sta con me. Ma prima di lui la famiglia mi ha lasciato giornali, diari, libri in eredità e io ho cominciato a leggerli da bambina: una maniaca della lettura.E ora sono felice di essere così,ho delle solide radici e anche tu. ciauuu

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    2. Ho avuto i nonni Partigiani, siamo in sintonia. E’ più semplice essere fascisti che antifascisti; i primi non pensano. Facile così 😀

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      1. era certo più facile essere fascisti, o fare di esserlo per non avere grane. Mio nonno era antifascista e partigiano, è stato arrestato dalla Gestapo (nel 1944), portato nel campo di raccolta a Bolzano e da lì caricato su un treno destinato in Polonia… solo per miracolo, sotto il bombardamento del treno, è riuscito a salvarsi e a scappare…. e poi riunirsi ai partigiani… tutto quello che mi ha raccontato non voglio dimenticarlo

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      2. Non bisogna dimenticare. Io ho 25 anni ma faccio ripetizioni anche di Storia, proprio per provare a raccontare le cose come stanno. E’ difficile ma è molto appagante.
        Mio nonno paterno fu bolscevico italiano e capo partigiano, a quei tempi (pieni di passioni perchè di certo non c’era solo il nazi-fascismo) si rischiava grosso anche per una cavolata. Non ti potevi permettere di fare errori perchè potevi condannare tanti altri simili a te. Non oso immaginare la paura, anche se il coraggio non mancava.
        Mio bisnonno fu un Ardito del Popolo, la prima difesa armata contro la violenza fascista. Furono i primi a capire il pericolo reazionario.
        Discorsi delicati ma che bisogna affrontare sempre.

        Riuscito a salvarsi eh? Bella tempra…non penso sia stato facile.

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