Veronica Franco, prostituta di lusso e valente potessa del 500 veneziano

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 Veronica Franco   ritratta dal  Tintoretto

Veronica Franco fu una  professionista del sesso  particolare, una Donna che, nella Serenissima del 500 quando la prostituzione era industria lagunare  fiorente  seppe conciliare il letto con le penna passando alla storia come un’ottima poetessa.
Nacque a Venezia nel 1546 da una cortigina onesta: allora nella Serenissima operavano due tipi di prostitute, quelle oneste, cioè d’alto bordo, e quelle di lume, cioè di strada.
Ebbe la fortuna di sposare giovanissima un medico e pertanto di frequentare la buona società dove si distinse subito oltre ch per la sua bellezza anche per gentilezza di modi , costumi e amore del bello. Ma , rimasta vedova e senza risorse, ripiegò sul mestiere materno.
Troviamo il nome della Franco nel “Catalogo di tutte le principali et più honorate cortigiane di Venezia” diffuso intorno al 1565, dove vengono indicati il luogo in cui esercitava la sua attività e la tariffa, ch’era di due scudi.
Ma veronica era donna di vivace intelligenza e di ottima cultura, non smise mai di leggere e studiare, tenne corrispondenza con uomini di elevata condizione sociale, scrittori e artisti.
Perfino il Tintoretto, celebre pittore veneziano, la ritrasse in una sua tela e volle incontrarla anche Enrico di Valois, di passaggio a Venezia mentre dalla Polonia si recava in Francia per esservi incoronato re con il nome di Enrico III.
Scrisse due volumi di poesie: Terze rime nel 1575 e Lettere familiari a diversi nel 1580. Pubblicò raccolte di lettere e riunì in un’antologia le opere di scrittori famosi. Dopo il successo di questi lavori, fondò un’istituzione caritatevole a favore delle cortigiane e dei loro figli.
Morì a Venezia nel 1591.

Eccovi una sua Poesia , che mi piace particolarmente per la sua struggente, variegata, dolente Bellezza.

Quando miro la terra ornata e bella
di mille vaghi ed odorati fiori,
e che, come nel ciel luce ogni stella,
così splendono in lei vari colori,
ed ogni fiera solitaria e snella,
mossa da naturale istinto, fuori
de’ boschi uscendo e de l’antiche grotte,
va cercando il compagno e giorno e notte;

e quando miro le vestite piante
pur di bei fiori e di novelle fronde,
e de gli augelli le diverse e tante
odo voci cantar dolci e gioconde,
e con grato rumore ogni sonante
fiume bagnar le sue fiorite sponde,
tal che di sé invaghita la natura
gode in mirar la bella sua fattura,

dico, fra me pensando: Ahi quanto è breve
questa nostra mortal misera vita!
Pur dianzi tutta piena era di neve
questa piaggia, or sì verde e sì fiorita;
e da un aer turbato, oscuro e greve,
la bellezza del cielo era impedita;
e queste fiere vaghe ed amorose
stavan sole fra monti e boschi ascose.

Né s’udivan cantar dolci concenti
per le tenere piante i vaghi augelli,
ché dal soffiar de’ più rabbiosi venti
fatt’eran secche queste e muti quelli;
e si vedean fermati i più correnti
fiumi dal ghiaccio e i piccioli ruscelli;
e quanto ora si mostra e bello e allegro
era per la stagion languido ed egro.

Così si fugge il tempo, e col fuggire
ne porta gli anni e ‘l viver nostro insieme!

14 pensieri su “Veronica Franco, prostituta di lusso e valente potessa del 500 veneziano”

  1. Bonjour ou Bonsoir VIKI

    De te connaître c’est le bonheur
    C’est ce qu’il y a de meilleur
    T’offrir se partage cela viens du cœur
    De t’avoir parmi mes amis c’est de l’or
    C’est plus qu’un trésor
    Je me sens plus fort
    Chacun de tes passages est réconfort
    Alors à toi je dis merci
    Grâce à toi je souris
    Car tout ce que j’avais envie,

    C’était de te dire merci, merci d’être mon Ami

    Bonne journée ou soirée

    Gros bisous

    Bernard

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  2. Bravissima! Ho apprezzato molto il tuo speciale post, la stupenda immagine e anche il video! Secondo me oltre alla bellezza e cultura le cortigiane avevano anche il culto dell’indipendenza anche se espressa come capacità di manipolazione…buona serata Vikibaum

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      1. verissimo: il termine Grande è perfettamente appropriato in questo caso e la tragedia dei nostri tempi è che a molti potrebbe apparire improprio, mentre trovano del tutto normale definire Grandi soggetti improponibili. Per inciso, in questi giorni, sto predisponendo un universo gotico e dark e cerco di creare figure e soggetti dove questo genere di figure potrebbe avere un ruolo rilevante. Avrei piacere di sapere il suo punto di vista , nel caso fosse disponibile, non esiti a scrivermi, grazie

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      2. non penso che la figura di veronica possa rientrare in un gotico o dark: lei si rifà più alle antiche etére, come Frine, la modella di Prassitele,che si occupò attivamente di politica e scrittura, dimostrando che da un letto si può salire molto in alto 😀 ciauuu

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      3. Sicuramente Frine è probabilmente il picco di questo e oltre, capace di valere nella sua mera rappresentazione scultorea (ove Lei era usata come modella a dir della “leggenda”) più del debito pubblico di una intera città stato che preferì tenersi la statua che cederla per azzerarlo. Bellezza e Intelligenza impareggiabili. In realtà il mondo gotico su cui lavoro ha figure di inspiratrici simili che non usano solo il sesso, come per altro non facevano neppure Frine o Veronica, per influenzare i Potenti. Comunque ottima osservazione graxie e ciao come dicevano i Veneziani. 😉

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