L’amaro caso della Baronessa di Carini: il femminicidio, ieri come oggi

carini

 

“L’amaro caso della baronessa di Carini” cantato da poeti popolari e dai cantastorie di piazza, ha circa 358 varianti, diffuse in tutta la Sicilia.
Il tema é drammatico: l’assassinio da parte del padre di una giovane donna che dallo stesso era sta costretta a sposare un uomo che non amava; e che in seguito si era macchiata della colpa di innamorarsi di qualcuno che non era il legittimo consorte.
Trattasi di una cupa pagina di storia, nulla di leggendario.
Esistono diverse pubblicazioni sull’argomento, una tra tutte: “L’amaro caso della baronessa di Carini” di Aurelio Rigoli e anche una pregevole versione musicale cantata da Gigi Proietti risalente ad uno sceneggiato televisivo degli anni settanta

 

La storia tramandata per secoli dai cantori siciliani narra della morte di Donna Laura Lanza che a soli 14 anni andò sposa, per volere del padre, al barone di Carini, che non amava. Innamoratosi del giovane cugino, Ludovico Vernagallo, ne diventò l’amante.
Scoperta dal marito e dal padre, la donna venne uccisa a colpi di spada insieme all’amante, durante un convegno amoroso.
Si narra che su una parete del castello di Carini ci sia ancora l’impronta insanguinata della baronessa ( in effetti un’impronta c’é e pare proprio di sangue, confermo) e che il suo fantasma vi si aggiri senza pace.

L’atto di morte di Laura Lanza e Lodovico Vernagallo , trascritto nei registri della Chiesa Madre di Carini, reca la data del 4 dicembre 1563. Nessun funerale fu celebrato per i due amanti e l’assassinio fu, per quanto possibile, tenuto segreto mentre la cronaca del tempo (certo Paruta) lo archivia così:

-Oggi Sabato 4 dicembre successe il caso della signora di Carini-

Sia il padre di Laura, Don cesare Lanza, che il marito barone di Carini non pagarono mai per il loro delitto, anzi si riebbero tutti i beni, che in un primo momento erano stati sequestrati dal Vicerè.
Ma nonostante si sia cercato di occultare il fatto di sangue, la notizia si divulgò lo stesso e il “Caso” della baronessa di Carini divenne di dominio pubblico.
Ecco il Memoriale presentato da Cesare Lanza al re di Spagna per discolparsi del delitto della figlia Laura e del suo amante.
“Sacra Catholica Maestà
Don Cesare Lanza, conte di Mussumeli, fa intendere a Vostra Maestà come, essendo andato al castello di Carini a videre la baronessa di Carini , sua figlia, come era suo costume, trovò il barone di Carini, suo genero, molto alterato perché avia trovato in mismo istante nella sua camera Ludovico Vernagallo suo innamorato con la detta baronessa, inde detto esponenete mosso da iuxsto sdegno in compagnia di detto barone andorno e trovorno detti baronessa e amante nella ditta camera serrati insieme et cussì subito in quello stanti foro ambodoi ammazzati.
Don Cesare Lanza conte di Mussomeli.
Per finire: è il primo caso, almeno per me, in cui  padre e marito si associano in un delitto d’onore.
Inoltre ho sempre avuto il sospetto che ci sia stato dell’altro, oltre le solite corna.
Certo è che la storia non cambia per noi donne, 500 anni fa come oggi…

12 pensieri su “L’amaro caso della Baronessa di Carini: il femminicidio, ieri come oggi”

  1. mi ha sempre affascinato questa storia,insieme a quella di isabella morra la poetessa di valsinni uccisa dai fratelli nel 1600. Magari non è un post da rete dove funziona meglio bruno 😀 ma a me piacedavvero tanto quando” ritorni tu”, video di proietti compreso. buona vita strega ❤

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    1. ho soggiornato a carini con mio padre nel 92, ero ragazzina, al tempo del la strage di capaci, uno spettacolo e una tragedia che mi porto dentro ancora oggi.Quindi ero nello spirito di ascoltare questa storia che a carini fa parte del folklore locale…lo sceneggiato non l’ho visto ma conosco da tempo la ballata, eccoti le parole con traduzione:

      “-Vju viniri ‘na cavalleria
      chistu é mé patri chi veni pri mia!
      Signuri patri, chi vinistivu a fari?
      Signura figghia, vi vegnu a ‘mmazzari.
      Signuri patri, aspettatimi un pocu
      Quantu mi chiamu lu me confissuri.
      Habi tant’anni ch’un t’ha confissatu,
      ed ora vai circannu cunfissuri?-
      E, comu dici st’amari palori,
      tira la spata e cassaci lu cori;
      -Tira cumpagnu miu, nun la sgarràri,
      l’appressu corpu chi cci hai di tirari!-
      Lu primu corpu la donna cadìu,
      l’appressu corpu la donna muriu.
      povera barunissa de Carini..”

      Traduzione del dialogo tra il padre e la figlia:

      Figlia: – Vedo arrivare tanti cavalieri. Uno è mio padre che viene per me.
      Signor padre, cosa siete venuto a fare?
      Padre: – Signora figlia, sono venuto per ammazzarvi.
      Figlia: – Signor padre, aspettate ancora un poco perché mi voglio confessare!
      Padre: – E’ da tanto tempo che non ti confessi ed adesso cerchi un confessore?-
      E mentre pronuncia queste amare parole, estrae la spada e le trafigge il cuore.
      Padre: – Colpisci, oh spada, fedele compagna mia, non la mancare;
      perché un altro colpo le devo sferrare-.
      Al primo colpo la donna cadde a terra, al secondo colpo la donne morì.
      Povera baronessa di Carini…

      spero ti interessi, abbraccio V.

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  2. Un classico ma una storia che ancora riporta segni indelebili di quanto accadeva in un secolo dove gli intrighi e i rimescolamenti nelle famiglie era segreto ma non è che poi si discosti tanto dai giorni oggi.

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