Il commissario Moscovici e i venditori di tappeti

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di Massimo Leoni, capo redazione politica di sky Tg 24
il mio preferito per il linguaggio chiaro, pulito e per quel volere essere, in primis fedele eco della new.Il suo parere viene dopo o insieme , ma non deborda mai .Questo è il giornalismo da difendere, ecco il suo breve ma significativo articolo.

Puntuale, arriva l’affondo del responsabile europeo per gli Affari economici contro il governo. E ancora una volta rischia di essere un problema per tutti: per la Commissione, per i rapporti con l’Italia, per la sua parte politica
È una sgrammaticatura grave quella di Pierre Moscovici. Evocare una trattativa da “venditori di tappeti”, da una posizione alta e istituzionale per eccellenza qual è la sua (Il buon Pierre è commissario agli Affari economici a Bruxelles), offende tanti, e insieme: innanzitutto le parti della presunta trattativa. Quindi, l’Italia e il suo governo (che – comunque la si pensi – è democraticamente eletto e tra l’altro, non sembra soffrire di alcun deficit di consenso), e l’istituzione che Moscovici rappresenta, la Commissione europea. Che, per quanto in scadenza, appare sconsiderato delegittimare via fuoco amico. Da ultimo, e soprattutto perché proviene da uno che si presume anti sovranista, antirazzista e di sinistra, suona pure sgrammaticata e offensiva nei confronti dei venditori di tappeti.

Massimo Leoni