La valle di Bryn Myriddin

marino

 

Boschi fitti rivestono la mia valle
querce che fan frusciare
discrete
le loro foglie morte
castagni e frassini
stretti l’uno all’altro
in guerra per la luce
agrifogli scuri e lucidi
brillanti come il quarzo
tra il nero fitto dei rami spogli.
L’erba è ancora arsa dall’inverno
ma tra le felci color ruggine
spuntano le verdi foglie
delle campanule
e i rovi immortali germogliano
in fretta
ansiosi di rinnovare la vita.
In alto sopra le rupi volteggia la poiana
e il suo grido
è annuncio di morte.
Il sole calante discende rosso
tra gli sterpi
mentre il tuo viso lentamente
scompare, si dissolve
tre le intricate spinose dita
del biancospino sacro.

Ora lo so
il tuo sonno durerà per sempre.

 
A Marino, ovunque tu sia

 
Bryn Myriddin, nella religione celtica irlandese, è la valle dove si radunano le anime dei morti: rivivono nel biancospino che per questo è considerato la pianta sacra per eccellenza.

10 pensieri su “La valle di Bryn Myriddin”

  1. Non l’ho letta come poesia triste, nella religione cristiana si usa dire “polvere eri e polvere tornerai” qua invece tutto torna alla natura, quel biancospino sacro. Piace sempre pensare che i nostri cari vivano in armonia con la natura , anche se la realtà è quel buco neo nello spazio dove tutto finisce ovvero il niente. Mi è piaciuta per il modo in cui descrivi la fine della vita , si quella è l’immortalità il ricordo che rimane impresso nella mente di chi vive .. buona notte Viky

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