C’era una volta…

autunno2

 

C’era una volta in mezzo all’Appennino Ligure una antica grande casa, circondata da boschi fitti di castagni, querce e agrifogli che l’isolavano dal resto del mondo.
In quel tempo lontano l’autunno arrivava improvviso: da un giorno all’altro i castagni si spogliavano e l’acero gigantesco del giardino iniziava ad arrossarsi come un tramonto estivo sul mare.
Allora cominciavano oziosi malesseri nel salotto viola, dove sopra una console francese il busto di marmo di Richelieu scrutava i presenti con un ghigno infausto.

La stagione marciva e l’umidore trasmesso dai boschi seminudi alle tappezzerie e agli arazzi vecchi di secoli ne risvegliava antiche muffe e odori latenti, mentre un afrore più intenso di fumo e di conserve s’esalava dalla cucina, dove Nilde riempiva di fresche verdure le antiche zuppiere piemontesi in forma di cavoli o di zucche, componeva gelatine di pere, sambuco e pomodori verdi in vasi simili a quelli delle antiche farmacie, cuoceva castagne sul fuoco dell’enorme camino nella grande padella forata innaffiandole con il vino novello.

Il clima della villeggiatura-si chiama ancora così nella mia famiglia- si sfaceva giorno per giorno fino a quando nuvole basse e grigie cominciavano ad arruffare le colline e i monti intorno.
Allora il vento incattivito, che sbatteva come un groviglio di ossa gli alberi spogli, costringeva la famiglia ad aprire i bauli colmi di coperte scozzesi, sciarpe di lana, maglioni caldi e i ceppi cominciavano a bruciare nei caminetti di marmo e malachite zufolando come pifferi mentre le fiamme ancora umide e violacee riempivano le camere di fumo e di nere farfalle di carta.

Io, una bimba di pochi anni, magra e solitaria, passavo ore sulla vecchia sedia a dondolo della bisnonna a sognare. Lo faccio ancora ora dondolandomi alla ricerca del tempo perduto su quella stessa sedia capace di magie.
Ma ora nella vecchia casa gli autunni non sono più gli stessi…

23 pensieri su “C’era una volta…”

  1. Ci sono presenze che rendono determinati posti speciali. Quando vanno via, nulla è più come prima. Restiamo noi. La nostalgia dei ricordi. Un abbraccio alla donna che su quella sedia a dondolo è ancora capace di sognare.

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  2. Le favole cominciano tutte con ” C’era una volta” ed è veramente qualcosa di magico
    quello che attraggono queste parole .
    L’inizio di un racconto, di una storia … ma c’era una volta chissà! … nella mente riaffiora quella porta magica , sicuramente l’effetto si . C’è sempre il racconto dentro di noi il vero narrato magicamente
    come quello che hai descritto minuziosamente qui sopra che vuol far assaporare tutte le sensazioni provate … C’era una volta … e ci riporta tutti bimbi .
    Ciao maghetta del bosco buondì … 😀 😀

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