Quando il lato B di un uomo ti prende il cuore

latobarte

 

Nella nostra società il nudo di donna è una vera e propria icona, sempre a mezzo come il prezzemolo.
Può trattarsi dell’articolo in toto, oppure degli attributi più concupiti, insomma della femmina non si butta via niente, tutto è edibile per il maschio, che ne è soggiogato dalla culla alla tomba.
Nel senso che lei lo mette al mondo e poi, statistiche alla mano, organizza anche il suo funerale.
Ci sono mille e mille cantori delle venustà muliebri.
Tette, culo, gambe etc etc etc, hanno sempre eccitato la fantasia dei nostri compagni, spingendoli addirittura a scriver poemi su di noi con i quali, spesso, hanno raggiunto le vette più alte di ispirato lirismo. Un vero esercito di “vati”  😀

Io invece voglio qui tesser le lodi del tuo pregevole maschio sedere, la cui bellezza mi toglieva il fiato.

Quando ti ho conosciuto ho deciso che eri sì un gran bell’esemplare di maschio giovane, ma di sicuro non Einstein.
E neppure un lontano cugino.
Ma…
Quando ti togliesti i pantaloni per correre in costume verso l’acqua … ecco la folgorazione; mai visto in vita mia un culo maschile più bello.
Le tue natiche erano un blocco duro, un gioiello perfettamente chiuso, due sfere di muscoli guizzanti, senza un’ombra di grasso che le deturpasse.
M’innamorai di “lui” e decisi che dovevo averlo.
Nonostante tu fossi l’oggetto del desiderio di tante donne di ogni età per la fama di sciupafemmine che ti aleggiava intorno fu facile convincerti a seguirmi nella mia fresca alcova visto che il tuo posteriore si intese subito con le mie pregevoli signore tette: anche qui, una folgorazione.
Del resto come avrei potuto dubitarne.
Durante la notte che seguì al nostro incontro, mentre dormivi il giusto sonno del grande amatore – “grande” si fa per dire poiché eri stato davvero scarsino a prestazioni, come del resto quasi tutti gli uomini molto belli che pensando di averti onorato a sufficienza elargendoti una rapida ripassata non si impegnano per niente – potei finalmente ammirare il tuo posteriore nudo a mio piacimento.
Fu allora che cominciai a filosofeggiare su quei due globi di carne, perdendomi con gli occhi nelle loro curve e a chiedermi quanti milioni di anni ci erano voluti prima che la specie arrivasse a tale perfezione di forme e proporzioni.
Avrei voluto davvero aver l’eloquenza di un vero poeta per render giustizia a tal duplicato di prodigi.
Successivamente in loro trovai una bonomia sorridente che mi faceva tenerezza.
Ogni minimo fremito di quella carne tosta era per me motivo di ammirazione, che mi portava a baciarli, leccarli, cercar di azzannarli.
Se fossi più versata nell’arte del lavoro a maglia, avrei intrecciato per le tue natiche corredini, bavaglini, piccole camice di raso e seta, le avrei rivestite, insomma, come un pargolo reale.
Parevano due frutti freschi, consumabili sia d’estate che d’inverno, perché la perfezione va sempre in coppia.
Ma soprattutto dal tuo didietro emanava un buon umore, un’affabilità per gli esseri e le cose che invitava a intese idilliache.
E questo è davvero strano, perché non avevi un carattere molto socievole, eri presuntuoso, arrogante e sorridevi di rado.
Per questo quando il tuo viso si accigliava, pensavo alle tue chiappe, sicura di trovarvi amicizia e conforto.
Del resto le natiche son l’immagine del paradiso, un simbolo di ricchezza, una vivente cuccagna: perciò esercitano tanta attrattiva, anche su di me.
Tu non lo sai ma ho dato alle tue dei nomi, come Stanlio e Ollio, Bonny and Clyde, Tom e Jerry, le Celesti Sfere, le Marx Sisters…
Il tuo sbalorditivo deretano mi attirava talmente che sopravvivevo a malincuore lontano da te o meglio dalle tue rotondità scultoree.

A onor del vero anche l’ampia schiena che si innestava sulle natiche era pregevole: gran dorsale, trapezio, deltoide da manuale di anatomia.
Certo che il bodybuilding fa ..caspio se fa…
E infine, a rivestire il cranio, i tuoi capelli, folti, morbidi, leggermente lunghi sul collo, adorabili da accarezzare e da baciare.
E sotto i capelli…niente.
Il vuoto.
Il deserto dei Tartari, con buona pace di Buzzati    😀

Ma avevi un gran bel sedere, due vere chiappe imperiali, le mie due chicche, i miei gioielli; in fondo, con un sedere così, chi pensava al cervello?  😀  😀  😀

24 pensieri su “Quando il lato B di un uomo ti prende il cuore”

  1. era un po’ che non entravo in WP e chi ti trovo ad accogliermi a braccia, aperte (anzi natiche)?! … il tuo bel post, davvero un capolavoro geniale!!!🤣
    (anche xké ho giusto due natiche del genere x le mani, ma ammetto con annesso anche un cervello!!)

    un abbraccione grande cara, alla prossima 😘😘😘😘

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  2. ne sono convinto … a me fa lo stesso effetto quello femminile …
    meraviglioso sublime attraente dove annebbiare i propri pensieri ….
    Volevo dire che la femmina è tutta quanta bella 😀 😀
    Anche la donna come l’uomo ha sogni emozioni fantasie gustibus
    e quindi sono d’accordo completamente con il tuo post ..
    buona serata Viky ….

    Piace a 1 persona

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