Angeli senza rete

angelineri

 

Vado avanti così, lupa dall’andatura sghemba
senza rete di protezione
senza voltarmi indietro
trascinandomi appresso sporche pesanti
ali d’angelo
e un tailleur bianco Dolce & Gabbana
che tu sfili con la facilità d’un bambino
-giochiamo a rubabandiera-
alla ricerca dell’onda perfetta
che non ha né inizio né fine
per cavalcarla con una tavola molto speciale
quella rotonda di Camelot.

Vado avanti così
ballando il valzer a piedi nudi
sulle braci di un enorme camino
stanca di troppi ricordi
che mi indeboliscono
-gli angeli con ali sporche e stivali
di pelle lucida di solito al posto della mente
hanno una lavagna vuota-
stanca di sentirmi un codice binario
perché qui siamo tutti dei codici binari, 01
che parlano tra loro,che scopano tra loro
-a volte abbiamo perfino la presunzione di pensare insieme
noi codici-

Vado avanti così
per esser sempre la numero uno
baci barra abbracci
tanto la vita è fatta di piccole variazioni di gusto
dal dolciastro all’aspro passsando per l’agrodolce.
E non basta mai, è sempre troppo corta
troppo corta…
e l’inganno è che -per quanto si divorino i giorni-
non se ne è mai sazi.
Probabilmente quell’onda che aspetto è solo
una leggenda
ma ne sento già in bocca il sapore unico
mentre un brivido assurdo lungo la giugulare
mi spinge ad andare avanti così
senza un attimo di tregua, senza respiro
con queste ali che diventano ogni giorno
più pesanti
carne, sangue, ossa e tendini a legarmi
alla terra
per impedirmi di volare…

16 pensieri su “Angeli senza rete”

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