Ofelia biancovestita

ophelie

 

Domani mi metteranno il vestito bianco, quello che ho lasciato
nel tuo letto.
Se solo potessi ricominciare da dove tutto si è spento e si è spenta
anche la memoria di quel fuoco
e poi il buio, un grande enorme spasimo e poi niente
niente più peso né spazio da percorrere da anima ad anima
niente più infrangersi di ricordi nel buio della mente.
Ora sono qui, a scender in questa acqua gelida
dove un salice sghembo specchia le sue brinate foglie
ora un solo istante resta, prima del buio senza fine
inganno di specchi, come fosse il paradiso.
Le parole si bloccano, annaspano, mi tocca di morire
per raggiungere il nulla e il nulla  si è fatto carne.
Qualcosa di asciutto.
O di liquido o forse di melma.
Come prima della vita.
Come prima del mio principe, che sa solo quello
che non vuole.

-“dove un salice sghembo specchia le sue brinate foglie “: è un verso di Shakespeare dall’ Amleto-

23 pensieri su “Ofelia biancovestita”

  1. Che bel racconto che brava che sei la minuziosità femminile che si sofferma sui dettagli ti contraddistingue in questa lettura .. se ben ricordo ofelia impazzì? .. ma bello quel vestito bianco lasciato sul letto ..come una morte serena .. bella come l’hai scritta ..
    Buondì Viky

    Piace a 1 persona

  2. I tried this several years ago and had a terrible time with getting all of it to be straight. I eventually made some shorter, some longer and used that layout.

    Piace a 1 persona

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