Quindici uomini sulla cassa del morto

Quindici uomini sulla cassa del morto
oh-yo! e una
bottiglia di rum per conforto

Da”L’isola del tesoro” di Stevenson

-Le cose in fondo non van poi tanto male-dici tu
che hai lo sguardo viziato dai troppi guasti del cuore.
E non vedi
-Giochi così bene a moscacieca con te stessa-
le carogne di Stato, i gioiellieri dalle attizzanti vetrine
“Venghino signori, venghino, oggi la morte si vende a modico prezzo”
dove rifulgono Kalashnikov, Dragunov, FN F2000
il danaro consacrato agli altari
da papali banchieri compiacenti
i cartelli colombiani di neve appesi come trofei
in piazzetta a Portofino e Portocervo all’ora dell’aperitivo
con al seguito puttane
tornate vergini grazie al dio denaro
-Miracolo, miracolo, inchiniamoci-
prestidigitazioni di capi di stato
che si giocano ai bussolotti
mille e più mille vite
Chi disse: – Ho bisogno di un migliaio di morti
per sedermi al tavolo dei vincitori-?
Oggi i suoi miserandi eredi han perduto nell’ignoranza la memoria
mentre Villon scriveva:
-E non vi sdegni il nome
di fratelli
anche se noi morimmo giustiziati-
Tu ti sei fottuta l’anima per un palco in prima fila
che importa se i ventri dei bambini di un altro mondo si gonfiano
-Stasera saremo in 13 a tavola, devo assolutamente trovare un altro ospite-
se 15 soldati stan sopra una ragazzina tredicenne “liberata” da stars& barss
se 15 bombe mortaio sfracellano arti
incendiano case
trasformandosi in sale sulle rovine
se 15 son gli assassini che l’Agenzia “usa e getta”
mandò a uccidere l’Uomo con la stella rossa.
Intanto tu per natale aggiungi ai tuoi gioielli un’altra pantera
dal prezioso bestiario di Cartier.
La differenza tra noi due non è negli anni:
io aspetto ancora di vivere
tra tumultuose guerre di ingorda giovinezza
tu di finire con il tuo orecchio tardo

e la tua vista corta
come quelli di una vecchia/non vecchia
che dalla sua stessa noiosa indifferenza
è stata spinta fuori dalla vita…