Io Schiava voi Signore

Mio Signore oggi anche il mare è deserto e in queste praterie di spighe spumose gli occhi mi favoleggiano di un castello di parole edificato su pensieri paludosi.
Forse di ciò Voi mi parlate, forse le Vostre vogliono essere malie. Che non sia stato proprio col Vostro affabulare che costruiste il castello? E se mattoni son le Vostre parole, che non stiate costruendo una casa attorno a me in cui il silenzio non sia portato via dal vento ma racchiuso in scrigni di stanze che parlano tra loro come il cuore che risponde al proprio battito?
Ma non dimenticate, mio Signore, che se Vostra malia son le parole, mio sortilegio è essere palude. Che se Vostro fascino è la canzone che conduce al naufragio, mio è il pentagramma d’acqua che vi accompagna.
Se voi siete lo scoglio, forte e indistruttibile, io sono la palude.
E vi accoglierò in un bacio di fango: perché lo scoglio è maschio ma la palude è femmina: ed una Femmina vera sa amare in tutti i modi possibili; così scoprirete,mio Signore, che sotto il fango vivono seni gonfi di desiderio e un ventre che vi reclama.
Partii con Voi io Schiava voi Signore e finimmo con l’essere “La fiaba dello Scoglio e della Palude”.
Serva del vostro essere fascinoso servo mio io vi saluto…

19 pensieri su “Io Schiava voi Signore”

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