Prima della tempesta

L’enorme luna di Luglio ingigantita dalla lente temporalesca del vento saliva i gradini di una pianta esile e altissima dai radi pennacchi: l’agave dell’ultima stagione ,bella nella sua generosa agonia come la morte che si veste a festa.
E mentre la luna lentamente scalava quell’unico fiore diventato albero prima della fine ,che questo è il destino dell’agave,sull’oscura lama dell’orizzonte,dove sbocciavano gli immensi asfodeli dei lampi che subito appassivano in tuoni remoti, sbucava, dietro Capo Bianco, il veliero di mezzanotte, puntuale e calmo come un nemico fatale ormai senza battaglie da combattere, senza destinazione,le vele sfrangiate a memoria di antichi naufragi.
E tutto nell’aria calda e densa rabbrividiva.
Intanto la notte di luna piano piano si rannuvolava quasi fosse un enorme crisantemo bianco pronto a sfogliarsi per trasformare il cielo in un arazzo di Rubens.
Il vento diventava un sibilo costante ad accompagnare le onde del mare a dissolversi in spuma di merletti evanescenti
di tumultuose onde mentre le note degli infissi della grande casa-flauti violini timpani-componevano una infernale melodia.
Prima della tempesta…

16 pensieri su “Prima della tempesta”

      1. stega mi infilo qui,applausi al pezzo postato oggi: ma che comincino a pagarci l’IMU, ste sanguisughe ipocrite…altroché i mercanti nel tempio

        Piace a 3 people

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