Il vestito bianco di Ofelia

Domani mi metteranno il vestito bianco
quello che ho lasciato nel tuo letto.
Se solo potessi ricominciare da dove tutto si è spento
e si è spenta anche la memoria di quel fuoco
e poi il buio, un grande enorme spasimo e poi niente
niente più peso né spazio da percorrere da anima ad anima
niente più infrangersi di ricordi sulla pelle corrosa di lebbra.
E adesso qui,a scendere in questa acqua gelida
“dove un salice sghembo specchia le sue brinate foglie”
un solo istante resta, prima del buio senza fine
inganno di specchi, come fosse il paradiso.
E la mente lenta, diafana è quasi ferma.
Anche le parole si bloccano, annaspano, mi tocca di morire
per raggiungere il nulla e il nulla ora si è fatto carne.
Qualcosa di asciutto.
O di liquido o forse di melma.
Come prima della vita.
Come prima di te, del mio principe
che sa solo ciò che che non vuole.

“dove un salice sghembo specchia le sue brinate foglie “ è un verso da Amleto di W.S.

19 pensieri su “Il vestito bianco di Ofelia”

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