Per la vigilia di Ognissanti eccovi CENERENTOLA DELLE ZUCCHE: personalissima revisione della ultrafamosa fiaba

cenerentola10

C’era una volta una ragazza molto molto povera, orfana, sola al mondo e anche di molto cozza.
Insomma il festival della sfiga.L’infelice donzella viveva pulendo le case altrui, bistrattata dal mondo intero, in un mare di tristezza.
La chiamavano Cenerentola.
Aveva ereditato dai genitori una bicocca con un piccolo campo dove coltivava zucche, amava le zucche, sapete quelle gialle,tonde, ottime per essere illuminate nella notte di Ognissanti, cioè la popolarissima Halloween, oltre che per risotti e piatti vari. Strano hobby, direte…beh le sue erano davvero delle grandi, coloratissime cucurbitacee.
Sospirava sempre , sognando di incontrare se non un principe, almeno un agiato giovane che la togliesse dalla miseria: credeva nei miracoli, le erano restati solo quelli.
Un giorno mentre stava nel suo campo più triste e sconsolata del solito cominciò a piangere a dirotto tanto da muovere a compassione la strega delle zucche,  bellissima, con i capelli arancioni e vestita di nero nel pieno rispetto dei colori sacri alla festa celtica, che le comparve di fronte con la sua bacchetta magica per toglierla da tanta miseria: in un attimo trasformò la fanciulla da cozza in gnocca da paura-prese a modello se stessa-corredata di vestito in tono e accessori mentre da una delle grosse zucche spuntò una macchina con autista.

Alla ragazza, ancora rintronata per la trasformazione, la benefattrice disse:-Stasera il barone di Cinquepalle dà una festa , cerca moglie, ti ho procurato un invito, datti da fare, anche per tutta la notte, se necessario, che questa è l’unica occasione che avrai mai nella tua misera vita di accalappiare un uomo-
La storia della fuga di mezzanotte, della scarpina etc etc etc …tutti falsi clamorosi!
Cenerentola ringraziò e volò alla festa dove venne subito notata dal barone perché era veramente da sturbo. Ballarono, ballarono… fu un vero colpo di fulmine.
Altro colpo fu quello che ebbe la donzella quando il Cinquepalle le annunciò di non avere più una lira,dato che si era mangiato tutto al casinò di Piccomonnezza, che anche il palazzo era super ipotecato, ma che l’aveva amata fin dal primo istante.
Lei decise che i soldi non erano poi così importanti, in fondo aveva trovato l’uomo della sua vita.
E vissero per sempre poveri e infelici, anche perché, nel frattempo, l’incantesimo si era dissolto- le streghe  delle zucche si sa son pasticcione e smemorate- e il barone si trovò nel letto al posto della gnocca la vecchia triste cozza.
Ma tutto è bene quel che finisce bene 😀

Buon Halloween!

artigli

18 pensieri su “Per la vigilia di Ognissanti eccovi CENERENTOLA DELLE ZUCCHE: personalissima revisione della ultrafamosa fiaba”

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